Convegno cani e diritto: una blog-cronaca

Gli animali non sono cose. Sono esseri senzienti. Questa affermazione, che un tempo poteva sembrare solo etica o filosofica, oggi ha solide basi giuridiche, sia in Italia che a livello europeo. Lo dimostra l’approfondita analisi giuridica della professoressa Micaela Lottini, che esplora come il diritto costituzionale italiano e quello dell’Unione Europea si stiano evolvendo in direzione di una tutela sempre più forte del benessere animale, anche quando si scontra con interessi economici.

Un Principio Supremo nella Costituzione Italiana

Nel 2023, il Consiglio di Stato ha sancito che la tutela degli animali è diventata un “principio supremo”dell’ordinamento italiano, grazie alla riforma dell’articolo 9 della Costituzione. Questo significa che il sacrificio della vita di un animale, o il suo benessere, non possono essere compromessi se non a fronte di una rigorosa valutazione di necessità e proporzionalità. In altre parole, non basta invocare un generico interesse umano, soprattutto se di tipo economico.

Questo principio, osserva Lottini, non può essere sovvertito neppure da una legge costituzionale: è un punto fermo del nostro sistema giuridico.

L’Europa: Gli Animali come Esseri Senzienti

Anche a livello europeo, l’articolo 13 del Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea (TFUE) riconosce gli animali come “esseri senzienti”. Gli Stati membri e le istituzioni europee devono tener conto del loro benessere in settori chiave come agricoltura, trasporti, ricerca, commercio e pesca.

Nonostante l’articolo 13 non crei una competenza esclusiva per l’UE, esso rappresenta una base per la “costituzionalizzazione” del diritto degli animali, come sottolinea la Lottini. La Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha già affermato che il benessere animale è un valore legittimo di interesse generale, che non può essere sacrificato automaticamente a favore di ogni interesse umano.

Il Principio di Proporzionalità: Un Equilibrio da Rispettare

Il cuore della questione giuridica sta nel bilanciamento tra interessi contrapposti. È corretto sacrificare un animale per un tornaconto economico? La risposta, oggi, è sempre più spesso “no”.

Il diritto italiano ed europeo convergono su un punto fondamentale: gli interessi umani devono essere valutati con attenzione, e solo quelli di maggior rilevanza – come la salute pubblica o la sicurezza – possono in certi casi prevalere. Gli interessi puramente economici, ludici o legati a tradizioni non sono sufficienti a giustificare la lesione del benessere animale.

Una Tutela Rafforzata e una Nuova Gerarchia di Valori

La protezione degli animali, prosegue Lottini, non è più solo un obiettivo accessorio. È diventata un “valore fondante del vivere civile”, che gode oggi di una tutela rafforzata. Ciò è possibile non solo grazie ai cambiamenti legislativi, ma anche per effetto di un mutato sentire collettivo.

I giudici oggi tendono a “graduare” gli interessi in gioco: la vita di un animale non può essere sacrificata per usi ricreativi, tradizionali o per convenienze economiche. Questo solleva interrogativi sulla legittimità di molte normative ancora in vigore.

Le Sentenze che Fanno Giurisprudenza

Sono stati esaminati anche casi concreti che hanno segnato la giurisprudenza recente:

  • L’abbattimento dell’orso bruno (Consiglio di Stato 2023): bloccato perché mancava una valutazione seria di alternative non letali.
  • La macellazione rituale (Corte di Giustizia UE): lo stordimento reversibile è un compromesso accettabile per bilanciare benessere animale e libertà religiosa.
  • La caccia con il vischio (Corte UE): le tradizioni ricreative non giustificano metodi crudeli.
  • Il nuoto con i delfini (Consiglio di Stato): priorità al benessere degli animali rispetto all’interesse economico del parco acquatico.
  • L’abbattimento dei bufalini (Consiglio di Stato): anche in presenza di esigenze sanitarie, il benessere dell’animale deve essere valutato.

Animali come Soggetti, non Oggetti

Un concetto chiave espresso dalla Lottini è che gli animali non possono più essere considerati “cose”. Sono soggetti di diritto, esseri senzienti, come riconosciuto dall’articolo 13 TFUE e confermato dalla scienza etologica. Questo li rende titolari di interessi propri, non subordinati a quelli dell’uomo.

Oltre l’Uomo: La Prospettiva “One Health”

Infine, la relatrice collega questa nuova visione a un approccio più ampio: quello “One Health”, che mette in relazione salute umana, ambiente e benessere animale. Ma sottolinea anche che la tutela degli animali deve essere vista anche “per se”, non solo come strumento per il benessere umano.

Conclusioni

La tutela del benessere animale non è più negoziabile. Non è un valore secondario, da sacrificare in nome del profitto, della tradizione o del divertimento. È ormai parte integrante del nostro ordinamento giuridico, e sempre più giudici e cittadini lo stanno riconoscendo.

Un pensiero riguardo “Convegno cani e diritto: una blog-cronaca

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close