Given the acknowledged potential for welfare harm through misuse or abuse of certain training devices, it is concerning that professional dog trainers and behaviourists are unregulated and are not legally required to understand, or have training in, animal welfare, learning theory or the harm/benefit analysis of aversive devices. SAWC recommends that the Scottish ministers introduce legislation that require dog trainers/behaviourists to follow a regulatory framework
Report della Scottish Animal Welfare Commission

Diana : Benvenuti a questa intervista speciale, in cui affronteremo un argomento delicato e cruciale per il benessere dei nostri amici a quattro zampe: i metodi coercitivi nell’addestramento. Oggi ho il piacere di parlare con il segretario della Scottish Animal Welfare Commission (SAWC). Grazie per essere qui con noi. Iniziamo subito: cosa si intende per “metodi coercitivi” nell’addestramento dei cani?
Segretario della SAWC: È un piacere essere qui. I “metodi coercitivi” sono tecniche che si basano sull’applicazione di stimoli spiacevoli o dolorosi per cercare di correggere il comportamento del cane. Esistono principalmente due approcci: la punizione positiva, che consiste nell’aggiungere qualcosa di sgradevole (come un suono forte, una scossa elettrica o il tirare il guinzaglio in modo brusco), e il rinforzo negativo, che implica rimuovere uno stimolo avversivo quando il cane mostra il comportamento desiderato, come interrompere un suono fastidioso quando il cane si siede.
Diana : Quindi, in pratica, queste tecniche cercano di modificare il comportamento del cane causandogli disagio o dolore. Ma, se non sbaglio, i rischi legati a questi metodi sono piuttosto gravi, giusto?
Segretario della SAWC: Esatto. I rischi sono molteplici. Da un lato, possiamo parlare di danni fisici. Alcuni dispositivi come i collari a punte o a strozzo possono provocare ferite al collo, danni ai nervi, alla pelle e ai muscoli, e in casi estremi, anche la morte. Ma la questione non si limita al fisico. L’uso di metodi avversivi può causare ansia, stress e paura nel cane, con un impatto negativo sul suo benessere psicologico. Molti studi dimostrano che i cani addestrati con questi metodi diventano più aggressivi, ansiosi e possono anche sviluppare comportamenti aggressivi del tutto imprevedibili.
Diana : Quindi, non solo fisicamente, ma anche mentalmente, l’effetto può essere devastante. Ma a livello etico, quali sono le principali preoccupazioni legate all’uso di queste tecniche?
Segretario della SAWC: Le preoccupazioni etiche sono enormi. Prima di tutto, c’è il problema della sofferenza inutile. Se ci sono alternative efficaci che non causano dolore, come l’addestramento basato sul rinforzo positivo, infliggere dolore ai cani è moralmente inaccettabile. Poi, c’è il fatto che chiunque può usare questi strumenti senza una formazione adeguata, il che aumenta il rischio di abuso. Senza una regolamentazione chiara, questi metodi vengono utilizzati da chi non ha una vera comprensione del comportamento canino, e questo può avere effetti disastrosi.
Diana : È davvero scioccante pensare che ci siano pochi controlli su chi può lavorare con i cani. Ma parliamo di una questione che mi sta particolarmente a cuore: la regolamentazione. Perché è così cruciale avere delle leggi chiare che regolano la professione dell’educatore cinofilo?
Segretario della SAWC: La regolamentazione è fondamentale per garantire che tutti gli educatori cinofili siano adeguatamente formati. Una regolamentazione chiara stabilirebbe standard minimi di competenza riguardo la conoscenza del comportamento canino, della teoria dell’apprendimento e delle tecniche etiche. Questo ridurrebbe drasticamente l’uso di metodi dannosi e promuoverebbe l’adozione di pratiche basate su evidenze scientifiche, come il rinforzo positivo. Inoltre, con una regolamentazione, i proprietari di cani avrebbero una guida chiara su come scegliere professionisti qualificati, evitando così di incorrere in metodi dannosi e inutilmente dolorosi.
Diana : Quindi non solo si tutela il benessere del cane, ma si fornisce anche ai proprietari la possibilità di fare scelte consapevoli. Ma, come sappiamo, molte zone, incluso il nostro paese, non hanno ancora una regolamentazione chiara. Come possiamo colmare questo vuoto normativo?
Segretario della SAWC: Esatto, la regolamentazione è il passo fondamentale. Senza una legge chiara, i rischi sono troppi, e i danni possono accumularsi rapidamente. In Scozia, ad esempio, non esiste ancora un quadro normativo unitario per gli educatori cinofili. Colmare questa lacuna normativa sarebbe il primo passo per proteggere il benessere degli animali e garantire che chi lavora con i cani abbia una solida base di competenze. Inoltre, con una regolamentazione, potremmo promuovere approcci che siano davvero efficaci e, soprattutto, rispettosi dei nostri amici a quattro zampe.
Diana: Quindi la chiave per un cambiamento positivo è creare una normativa forte che tuteli i cani e aiuti i proprietari a fare scelte migliori. Grazie davvero per aver condiviso queste preziose informazioni. È un tema che merita attenzione e speriamo che, con il tempo, si possano fare significativi progressi.
Segretario della SAWC: È stato un piacere parlare di questo tema cruciale. Spero che sempre più persone si uniscano a noi nel promuovere metodi di addestramento che siano basati sull’amore, sulla comprensione e, soprattutto, sul rispetto per i cani. Grazie a te per questa intervista.
