Perché capitano le risse tra cani?

Prima di tutto è necessario sgombrare il campo da un equivoco di fondo. I cani che hanno difficoltà ad andare d’accordo con gli altri cani non sono solamente quelli che abbaiano e si gettano contro l’altro cane non appena lo vedono. Ci sono segnali molto più sottili, non sempre visibili al bipede che li accompagna. Il cane può immobilizzarsi, cambiare velocità o semplicemente può non fare nulla ma comunque trovarsi in difficoltà.
L’interazione tra cani si articola in più momenti, ciascuno dei quali ha un’importanza fondamentale e distingue l’interazione corretta e naturale da quella alterata. Il primo importantissimo momento è quello in cui il cane vede l’altro cane. Alcuni cani già incominciano a dare segnali di disagio alla sola vista di un altro cane. Poi c’è il momento dell’avvicinamento, anche questa è una fase delicata. Alcuni cani hanno proprio grandi difficoltà nell’avvicinamento a distanza e preferiscono di gran lunga trovarsi il cane all’improvviso già vicino. Generalmente sono i cani da pastore ad incontrare maggiori difficoltà nell’avvicinamento lento, a vista. Molti si accucciano e aspettano. E questo non predispone bene l’altro cane: è una posa da predatore verso la preda. Tant’è che molto spesso i cani che aspettano accucciati poi all’approssimarsi del cane fanno un balzo in avanti e gli si avvicinano velocissimi. Ricetta per il disastro in molti casi.
Uno dei miei cani, ad esempio, si arrabbia moltissimo per queste evidenti mancanze di galateo canino. Spesso rifiuta di avvicinarsi a cani che si comportano in questo modo e se sono loro ad alzarsi e corrergli incontro… mal gliene incoglie ed una bella sgridata non gliela leva nessuno.
Nella fase successiva c’è il naso a naso: cioè l’annusarsi il muso, le guance, le orecchie. Due cani che si stiano particolarmente simpatici o un maschio corteggiatore coraggioso e una femmina civettuola potrebbero scambiarsi o, nel secondo caso dare unilateralmente, leccatine. Qui in genere si trovano le maggiori difficoltà: qualche cane tende ad appoggiare il muso o la zampa sulla schiena dell’altro cane, qualcun altro si siede davanti all’altro cane e dà o lancia leccatine verso gli angoli delle labbra, replicando l’atteggiamento di un cucciolo. E non si scolla di lì. Questi non sono necessariamente segnali di dominanza o di sottomissione, sono indici del fatto che la catena di interazione si è inceppata in un punto e non fluisce naturalmente come dovrebbe. Il cane in questi casi dovrebbe essere aiutato a recuperare un pattern normale di interazione, spesso invece viene classificato ed etichettato come “sottomesso” o “dominante” e lasciato per tutta la sua esistenza in questo disagio.
Dopo l’annusarsi faccia a faccia, in un’interazione fluida, i cani passano ad odorarsi il posteriore: le ghiandole perianali e i genitali. Anche qui è un momento complicato: i cani si alternano nell’offrire il proprio posteriore da annusare e dimostrano, in questo momento, la loro sicurezza, fiducia in sè. E questo è l’attimo in assoluto più osservato dai proprietari di cani. La posizione della coda, l’orientamento delle orecchie, l’orripilazione del pelo (tipo la nostra pelle d’oca 😉) sono indizi che vengono minuziosamente studiati (e spesso ripresi da ennemila cellulari di aspiranti educatori) da ogni angolazione: alto, basso, a destra, a sinistra, a scorpione…e chi più ne ha più ne metta. E’ un peccato che tutte le altre fasi siano invece meno considerate, anche perché i cani che hanno problemi di interazione rilevanti non arriveranno mai a questa fase avanzata, ma litigheranno o rinunceranno ad interagire molto prima.
La fase successiva è quella in cui capiamo come andrà a finire la storia, anche se molti di noi che conoscono i propri polli (cani pardon) hanno già intuito e a volte capiscono dall’inizio quale sarà l’esito dell’incontro: i cani si mettono a giocare tra di loro, litigano oppure si allontanano. Anche nel modo di giocare c’è il modo appropriato e quello inappropriato. Se uno dei due cani ha difficoltà a distogliersi dall’interazione di gioco che non gradisce più e non è capace di uscire dalla situazione in modo pacifico, potrebbe infatti aggredire l’altro cane per allontanarlo.

In ciascuna di queste fasi interattive può esserci una debolezza ed è molto importante riconoscere dove si trova. E’ importante perché se non si agisce e non si aiuta il cane a superare questa sua difficoltà, la debolezza di una delle fasi dell’interazione risale e si trasmette a tutte le altre. La cosa positiva è che comunque questa catena di interazione è presente in tutti i cani e se un anello è rotto non è detto che la catena nel suo insieme non funzioni, anzi è spesso vero il contrario.
Aggiustiamo una fase e magicamente tutte le tessere tornano al loro posto!
Attenzione però non pretendiamo di insegnare ai cani come interagire con gli altri cani, sarebbe un atteggiamento molto arrogante da parte nostra: una specie che insegna ad un’altra specie la comunicazione di specie-specifica… assurdo!
Quello che dobbiamo insegnare ai nostri cani è ad avere le capacità per progredire nella catena di interazione canina, che già conoscono molto meglio di noi. Funziona esattamente come per noi. Ad esempio capita a tutti di trovarsi intrappolati in conversazioni noiosissime con persone che non interessano e qui bisogna avere le social skill umane per interrompere cortesemente la conversazione e allontanarsi. Senza social skill il rischio è di essere scortesi e di allontanarsi all’improvviso quando non se ne può veramente più. E l’altra parte ci rimarrebbe male….non è la stessa cosa di una baruffa tra cani? 😂😂😂😂😂
