Pastori olandesi e il ring francese: le avventure di Alien e Cristina

Il segreto cara Alice, è circondarsi di persone che ti facciano sorridere il cuore. È allora, solo allora, che troverai il Paese delle Meraviglie.

(Il Cappellaio Matto)

Alien e uno spettacolare salto in lungo

Nel nostro viaggio alla scoperta del pastore olandese e dei suoi numerosi talenti non poteva mancare una tappa nell’affascinante mondo del ring francese, sport poco conosciuto in Italia ma affermatissimo e di grande tradizione all’estero – soprattutto nei Paesi francofoni – come strumento di selezione delle migliori linee di sangue per malinois da lavoro e, ovviamente, olandesi. Ne parliamo con Cristina Marra che con il suo giovane pastore olandese a pelo corto ha già affrontato con successo i primi concorsi di ring in Francia.

Cristina è una delle prime persone che ho conosciuto nel mondo degli appassionati di pastore olandese, durante i mondali in Olanda nel 2018. All’epoca gareggiava in Mondioring con la squadra italiana e mi ha subito colpito per la tenacia, la passione e la sportività che trasparivano dalle sue parole e dai suoi comportamenti in gara e fuori. Chi allora meglio di lei per aiutarci a capire quali sono le potenzialità dell’olandese in questo sport?

Cristina, anche per te la domanda di rito: perchè hai scelto un pastore olandese?

In realtà non sono stata io a scegliere il pastore olandese, potrei dire che il pastore olandese ha scelto me, ma cominciamo dal principio. Ho due olandesi a pelo corto, una femmina di quasi sei anni ed un maschio di quasi quattro. Vengono entrambi dallo stesso allevamento italiano (des Soldats de KristAle), in cui, oltre all’olandese nella varietà a pelo corto, si allevano Malinois. La mia avventura nello sport è iniziata proprio con una femmina di Malinois , con la quale mi allenavo sui campi del club dell’allevamento, e lì vidi per la prima volta un pastore olandese. Rimasi abbagliata dalla fisicità e dall’eleganza di questi cani e così quando si è trattato di prendere un nuovo cucciolo la scelta è stata obbligata. Volevo un’olandese!

Ti sei innamorata di un’olandese quindi e poco dopo hai raddoppiato …

Eh sì! quando è arrivata la mia femmina mi sono fatta inizialmente mille problemi. Lei ha un carattere molto diverso dal Malinois per come l’ho vissuto io. La mia olandese è simpaticissima e un pò matta. E’ innamorata della vita: corre, gioca, si diverte e vuole fare ciò che più le piace. Pur avendo ottime potenzialità nell’attività di morso, la sua indipendenza di fondo la rendeva incostante nei risultati. Dopo una breve parentesi nel Mondioring, sport in cui abbiamo fatto alcune gare bellissime e altre invece pessime, abbiamo deciso di dedicarci… alle pecore! Nello sheepdog stiamo avendo ottimi risultati e devo dire che siamo entrambe molto più felici.

Morgane e Cristina impegnate in allenamento al Podere Ruggeri Working Dog

Nel frattempo è arrivato il mio secondo olandese: il cane dei miei sogni! Hai presente l’anima gemella canina? il tuo animale totem? Ecco questo è Alien per me: il cane ideale, velocissimo, con una bellissima bocca, di un’intelligenza stratosferica e, nello stesso tempo, molto docile e super collaborativo. Avendo due cani così diversi, entrambi con grandi potenzialità, ho capito che avrei dovuto valorizzarli nella dimensione giusta, individuale, per ciascuno di loro. Avevo molti dubbi su cosa fare, temevo di non essere all’altezza dei talenti del mio cane come conduttore. Poi ho conosciuto due ragazzi, con cui sono entrata subito in sintonia, che si allenavano in Francia nel Ring francese e qui è iniziata la mia avventura….

Alien, Cristina e il brevetto di ring

Perchè hai scelto proprio il ring francese? Che tipo di prove prevede?

Perché è uno sport completo. Prevede esercizi che testano l’agilità del cane (prove di salto), l’obbedienza e la sua capacità di proteggere il conduttore. Per partecipare alle gare (chiamati concorsi dagli intenditori di questo sport 😉), il cane deve prima ottenere il Certificat de Sociabilité et d’Aptitude à l’Utilisation per cani da difesa. I livelli di difficoltà sono tre (Ring I, Ring II e Ring III) e in ciascuno dei livelli si introducono via via esercizi di maggiore difficoltà. Alcuni esercizi sono veramente spettacolari. Ad esempio i salti: il salto in lungo può arrivare fino a 4 metri e mezzo, la palizzata a 2 metri e 30, e deve essere superata nelle due direzioni. Anche gli esercizi di obbedienza sono complessi, oltre alla tradizionale condotta, è prevista anche la condotta con museruola, il rifiuto del cibo, il riporto con diverse modalità. E poi ovviamente ci sono gli attacchi, che sono diversi rispetto alle altre discipline di morso perchè il figurante è molto più libero di “giocare” contro il cane: può provare a schivarlo, a sfuggire… in questo senso il ring è più sfidante per il cane, che deve maturare e avere esperienza per avere successo in questa disciplina. Rispetto al Mondioring è più difficile proprio per il ruolo che può giocare il figurante, anche se si lavora in un campo sgombro, mentre nel Mondio è attrezzato con molte distrazioni secondo il tema della gara. E in più il ring non è uno sport riconosciuto dalla FCI e quindi non vale come prova di lavoro per i campionati FCI e per il titolo di campione di lavoro.

Alien!

Il ring francese è uno sport adatto al pastore olandese?

Secondo me sì, proprio per l’atleticità che contraddistingue questa razza. In questo la posso paragonare soltanto al pastore belga. Un pastore tedesco è più pesante, un beauceron è meno agile, e, anche se ne ho visti alcuni lavorare benissimo in Francia, possono avere maggiori difficoltà soprattutto nella parte dei salti. E’ la fisicità del pastore olandese, come anche quella del malinois, ad avvantaggiarli rispetto alle altre razze che gareggiano in questo sport. Quest’anno nei selettivi ci sono tre pastori olandesi su 193 partecipanti. Sono tanti! Soprattutto se poi teniamo conto del fatto che il pastore olandese è ancora una razza poco diffusa, rispetto ai malinois, ai grigioni, ai pastori tedeschi. Considera che in Francia ci sono moltissimi cani che gareggiano in questo sport (circa 15000) e per accedere ai selettivi devono aver superato i preselettivi (5 concorsi) e avere una media di punti altissima. Solo i primi duecento migliori cani sono ammessi ai selettivi… insomma è una disciplina in cui la selezione per arrivare ai massimi livelli è fortissima!

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?

Uno soltanto: migliorare, migliorare sempre! Andare avanti insieme ai miei i cani così da esprimere al meglio le nostre potenzialità. In questo sono stati e sono tuttora fondamentali i miei istruttori, ormai amici, che mi supportano sia nello sheepdog ( Francesca Ristori) sia nel ring francese (Miguel Barolin e sua moglie Audrey). Grazie al Ring ora ho una seconda famiglia in Francia, Audrey e Miguel, senza di loro nessuno dei risultati che ho raggiunto finora nel ring con Alien sarebbero stati possibili. In un contesto di professionalità e di passioni condivise Alien è esploso, le sue potenzialità stanno venendo fuori al massimo e io non posso che ringraziare di questo la mia famiglia francese. Quando entro in campo con il mio cane ancora mi sembra di vivere un sogno e mi chiedo: sono proprio io, Cristina, qui che gareggio nel ring francese??????? e’ tutto vero???? ora mi sveglio e tutto svanisce….

Cristina con Ghost Riders du Domaine de la Veyssiere, di Miguel Barolin Jean-Charles. 3 finali di ring francese.

Eh sì Cristina sei proprio tu! E a proposito: complimenti… hai appena superato la tua seconda gara ( si dice concorso precisa Cristina 😅) di Ring I con un punteggio di tutto rispetto: 187,90/200!!! e bravo Alien ovviamente… ❤️

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