Pastore olandese, il manuale d’uso

Seconda puntata, questa volta ispirata ad Absolute Dogs

Abbiamo detto quindi che uno dei fondamentali vantaggi del vivere con un pastore olandese, così come con molti pastori conduttori, è quello di non annoiarsi. Tutti i cani che appartengono a questa tipologia di razze (pastori tedeschi, scozzesi, australiani e chi pù ne ha più ne metta) sono estremamente dinamici e sono capaci di lavorare a fianco del loro umano in qualsiasi situazione si presenti. La difficoltà di vivere con questi cani al giorno d’oggi sta, non tanto nel costruire una relazione soddisfacente con loro, ma nell’insegnargli a rilassarsi un contesto urbano, familiare, adattandosi anche a uno stile di vita diverso da quello per il quale erano stati disegnati.

Non solo olandesi… tutti i pastori conduttori richiedono qualche attenzione in più nell’educazione!

Quindi che possiamo fare? a parte come ho già detto qui dargli uno stile di vita attivo e trovare un “lavoro” da affidargli e da svolgere insieme, possiamo provare a lavorare su alcuni talenti e capacità che è importante sviluppino quotidianamente per compensare i lati estremi del loro carattere.

Primo: guidarne l’interazione con l’ambiente in modo che considerino tutte le novità qualcosa di positivo. Cosa significa? teniamo presente che i nostri pastori riescono a svolgere così bene il compito che è loro affidato, perchè hanno un’acutissima consapevolezza di quello che succede intorno a loro. D’altra parte, devono essere in grado di capire a colpo d’occhio se c’è un agnello che manca dal gregge o devono separare l’agnello che zoppica dagli altri per farlo curare e, dunque, devono avere per istinto un’attenzione estrema ai dettagli. Questo comporta però che siano sempre acutamente consapevoli dei dettagli diversi dal solito: un cappello diverso, una barba particolare, uno zaino sulle spalle, un oggetto che si muove in modo strano…. sono tutte cose che possono metterli in allarme. Dobbiamo quindi essere in grado di guidarli nella scoperta del mondo e di comunicargli durante tutta la loro vita che novità=positività.

E’ molto importante fare spesso giochi che implichino l’interazione con situazioni od oggetti diversi dall’ordinario: superfici diversi, rumori diversi, ambienti diversi. Per tre anni la mia pastorella ha vissuto con me in un appartamento in cui non le consentivo di entrare in un bagno perchè ne volevo fare la mia spa personale, al sicuro dei peli volanti…ebbene, poco prima del trasloco, ho provato a giocare con lei in questo ambiente, per lei nuovo, e cosa ho scoperto? che non si sentiva affatto a suo agio lì, un posto e una situazione troppo diversa da quelle a cui era abituata…. non si finisce mai di lavorare su questi aspetti con i pastori!

Secondo elemento altrettanto importante è cercare di ridurre la loro attenzione al movimento, oppure usarla a nostro vantaggio. Tutti i cani sono particolarmente sensibili alle cose che si muovono, ma per i pastori questa caratteristica è ancora più marcata. Ovviamente un cane che insegue e vuole controllare tutto ciò che si muove può essere fonte di problemi soprattutto nel contesto cittadino. Ma non solo. I miei pastorelli, se lasciati liberi in campagna, inseguono anche la selvaggina e se per selvaggina si legge i cinghiali, si può immaginare che bel rischio corrono! Quindi occorre indirizzare questa attenzione per il movimento a nostro vantaggio: insegnare a riportare ad esempio potrebbe essere utilissimo per dare un contesto in cui l’attenzione al movimento può esprimersi liberamente senza arrecare danno e può colgersi a nostro vantaggio.

Attenzione però. Un’altra caratteristica che rende i nostri pastorelli fantastiche macchine da lavoro è la capacità di concentrarsi totalmente (ossessivamente? 🙂 ) su quello che stanno facendo. Quindi se gli chiediamo di volgere la loro attenzione al movimento su un target di nostra scelta: una pallina ad esempio, rischiamo di passare tutte le nostre future passeggiate lanciando e rilanciando ossessivamente la pallina, o la pigna o il bastoncino.

Questo perchè un’altra caratteristica dei pastori conduttori che va bilanciata con l’esercizio ed il nostro aiuto costante, è la difficoltà a distogliersi da quello che stanno facendo. Sono un pò di coccio, ecco per dirlo alla romana. Per fare egregiamente il lavoro di conduzione devono essere in grado di concentrarsi sui compiti che gli vengono affidati ma nel lavoro quotidiano con l’uomo imparano anche quando devono invece lasciare ciò che stanno facendo per rispondere alle indicazioni del compagno umano. Ecco questa seconda parte va insegnata anche ai nostri pastorelli di città. Lo possiamo insegnare anche utilizzando qualcuno dei giochi che in genere si usano anche per rendere più serene le passeggiate con i nostri cani e ridurre l’attenzione verso l’esterno. Ne ho parlato abbastanza nei post sulle passeggiate serene: sono ovviamente degli esercizi di base ma sono divertenti e divertono anche i nostri pastorelli.

Oltre agli esercizi di base, volti a far capire ai nostri brillantissimi compagni che se ci danno retta si divertono molto di più, è importante cercare di progredire nell’educazione, anche per trovarsi pronti di fronte a qualsiasi emergenza. E’ fondamentale, ad esempio, che i nostri cani siano in grado di arrestarsi all’improvviso se necessario e magari mettersi a terra, anche se la posizione non è poi così importante, qualsiasi cosa stiano facendo. Sembra un virtuosismo da addestratori di cani circensi ma in realtà non lo è affatto. Quanti problemi si possono evitare se il nostro cane risponde a questo comando? Immaginate un cane che insegue un coniglio o un piccione vicino a una strada trafficata e la preda inseguita decide di attraversare la strada….oppure, il mio incubo delle passeggiate nei parchi cittadini, il nostro pastorello lanciato all’inseguimento di una bella bicicletta da corsa…. HEEELLLLLPPPP…… Scusate scappo vado a insegnare il terra a distanza ai miei canetti…. 🙂

2 pensieri riguardo “Pastore olandese, il manuale d’uso

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