Dieci regole di base per vivere con un cane

È un atteggiamento di “dominanza” o di affetto?

Il titolo originario del post era: i dieci comandamenti. Mi sembrava un pò blasfemo e l’ho cambiato. Comunque restano regole molto, molto prescrittive per chi vuole avere un cane FELICE.

Disclaimer: queste dieci regole sono una mia personale rielaborazione di uno scritto di Zazie Todd, l’autrice di un libro molto interessante, che, a quanto so, non è ancora stato tradotto in italiano. Se l’inglese non vi spaventa ecco il link: Wag: The Science of Making Your Dog Happy. Dato a Cesare quel che è di Cesare, incominciamo:

  1. Non credere di essere un cane e non provare a comportarti da tale, tanto non ci riesci. Molti educatori suggeriscono ai proprietari neofiti di comportarsi come se fossero dei cani. Ovviamente, nella mia variegata serie di esperti cinofili con cui mi è toccato interagire appena preso il mio Nerotto in canile, ho incontrato anche il baldo giovane (eh sì perchè in genere sono baldi giovani a comportarsi così) che ha incominciato a ringhiare a Nero, che stava pacificamente passeggiando in un recinto. Nero non ha minimamente reagito, credo che non abbia neanche capito che quell’umano strano stava cercando di imitare il verso di una cane. Alla mia domanda del perchè ringhiasse, il baldo giovane mi disse che in quel modo si faceva rispettare dai cani. Chissà se per farsi rispettare dai cani, faceva anche pipì sugli alberi, odorava il posteriore dei cani o si rotolava nella cacca di mucca. Non lo saprò mai perchè all’epoca non ho avuto la prontezza di chiederglielo, mi sono limitata a guardarlo, basita, in un misto di stupore e ammirazione per chi ne sapeva tanto più di me :)))))
  2. Il tuo cane non sta cercando di dominarti e tu non sei il capobranco. I nostri cani, ben più svegli di noi, sanno benissimo che apparteniamo a specie diverse e che le interazioni con gli umani seguono dinamiche diverse da quelle con gli altri cani. Se non altro perchè noi abbiamo accesso alle crocchette, all’auto per andare al parco, alle chiavi per uscire di casa. In più i cani non sono lupi. Non è certo che neppure i lupi abbiano effettivamente queste relazioni di branco improntate chi domina e chi è soggiogato, e dunque la storia della dominanza, sempre sia vera, è sopravvalutata. Fate click qui per approfondire. A mio modestissimo avviso, se il mio cane appoggia il muso o una zampa su di me non sta tentando un golpe e non vuole sottomettermi, mi sta semplicemente chiedendo qualcosa, magari solo un pò di coccole 🙂
  3. La violenza e l’intimidazione nell’interazione con il cane rischia di essere ripagata con la stessa moneta: l’aggressione. I teorici della dominanza e i super rudi educatori, quelli che dicono che il vero educatore ha “da puzzà” di cane e fare paura al solo guardarlo, muscoloso e coperto di tatuaggi, o al sentirne la voce roboante (ci sono anche donne così, non ne faccio una questione di genere tranquilli) rischiano più di tutti di essere morsi. E delle cicatrici dei morsi in genere se ne fanno anche vanto. Peccato che chi li ha morsi era un’anima disperata che non trovava altro modo per reagire alle loro angherie o a quelle subite in passato. E se non arrivano a mordere, sono comunque cani ansiosi, stressati, che rischiano di morire prematuramente a causa della situazione di stress costante in cui si trovano a vivere. E non sono io a dirlo, la ricerca in materia è ormai copiosissima. Qualche esempio cliccando qui.
  4. Educa il tuo cane soltanto con metodi positivi. Come non mi stancherò mai di ripetere cercate di trovare sempre il modo di premiare il vostro cane durante la giornata per qualcosa che fa e che a voi piace. Il nostro cane si educa 24 ore su 24 e non soltanto quando decidete di iniziare una sessione di training. Quindi se state leggendo un bel libro o guardando un film e il vostro cane se ne sta buono buono per conto suo nella sua cuccia, perchè non approfittarne per premiare questo suo comportamento? una carezza, un bocconcino, un bravo… altrimenti rischiamo di accorgerci di loro solo quando fanno qualcosa che non va e le interazioni sono prevalentemente negative. Detto questo, tenete presente che anche nell’addestramento vero e proprio ricerche recenti mostrano che il rinforzo positivo (gioco, carezze, bocconcini) è uno strumento di insegnamento molto più efficace dei metodi tradizionali, come gli strattoni sul collare, il collare a strangolo o, vade retro, il collare elettrico. E, se ancora avete voglia di cliccare e approfondire, date un’occhiata qui
  5. Dai il buon esempio ai bambini su come si interagisce con un cane. I bambini ci imitano e per loro siamo dei modelli. Cerchiamo quindi di mostrargli il modo di interagire rispettoso con tutti gli animali. Rispetto vuol dire non trattare il cane, soprattutto se cucciolo, da giocattolo, non essere violenti e prepotenti. Anche perchè tutti i cani sono dotati di un bel set di 42 denti e su una pelle di bambino possono fare molto, molto danno…. non paura ma rispetto!
  6. e il corollario è che i bambini non devono mai essere lasciati da soli con i cani. Non importa quanto il nostro cane sia bravo con i bambini, quanto abbiamo fiducia nella sua assennatezza. Può succedere di tutto ed è bene che noi siamo presenti per scongiurare qualsiasi rischio. Sarebbe anche bene che ai bambini venisse data un minimo di infarinatura su come comportarsi con i cani. Non correre davanti a un cane, non mettere le mani nella ciotola, non infastidirlo quando dorme, chiedi se puoi accarezzarlo. I miei genitori mi hanno insegnato queste perle di saggezza quando ero piccola e ancora le ricordo. Oggi sembrano passate di moda. Oggi sembra che i cani debbano farsi fare tutto dai bambini, altrimenti sono cani PERICOLOSISSIMI e AGGRESSIVI….no, mi dispiace sono solo cani! e anche qui un’esperienza personale. Ero in Sardegna, al paese della mia mamma, sempre con Nero appena preso dal canile, da un angolo sbuca un bambino che corre verso Nero cercando di accarezzarlo, e Nero… gli abbaia e fa il gesto di mordere. Arriva il padre del bimbo, io mortificata e pronta a scusarmi, e lui? soprendentemente rimprovera severamente il bambino!!!!! Mi si sono aperti gli occhi: quel padre intelligente, che vive con il figlio in un posto ancora naturale, aveva considerato legittimo il comportamento del cane e sconsiderato quello del figlio….
  7. Non rimproverare mai il cane perchè ringhia. Se il cane ringhia vi sta avvertendo di un malessere, non rimproverate questa forma di comunicazione, è preziosa! sopprimere il ringhio vuol dire accrescere il rischio di essere morsi. Se ringhia, quindi, smettete di fare quello che state facendo o dategli più spazio, evidentemente non si trova in una situazione di serenità. Cercate di comprendere in quale modo modificare il vostro comportamento in modo da raggiungere il risultato voluto, senza provocare il ringhio che è soltanto una manifestazione del disagio che prova il cane. Non pensiate che eliminando il ringhio avete eliminato il disagio, avete eliminato solo il tentativo di comunicare del cane, che, anzichè ringhiare, la prossima volta morderà direttamente!
  8. Qualsiasi cane è in grado di mordere. E anche qui un’esperienza personale. Sappiamo tutti che i minuscoli diavoletti tremanti travestiti da cane sono assolutamente in grado di staccarci un dito se solo provassimo ad avvicinarci temerari alla persona che li tiene amorevolmente in grembo. Ma siamo altrettanto consapevoli del fatto che anche quel biondo angioletto che inseguiva la carta igienica in una pubblicità di qualche anno fa, si trasformerà in un cane dal ragguardevole peso, anzi un pò obeso, con mandibole perfettamente in grado di arrecare seri danni se utilizzate a sproposito e non solo sulle crocchette? sempre qualche anno fa, sempre in una delle mie prime esperienze cinofile (una vacanza di gruppo con cani al seguito) sono rimasta sorpresissima del fatto che l’unico cane ad aver pinzato un umano è stato un, fino ad allora, dolcissimo Labrador miele. Nella mia testa ho subito pensato che fosse un esemplare degenere, che non tenesse fede alle caratteristiche di razza, in realtà no. Si trattava solo di un cane maschio, adolescente, catapultato in un mondo di cani e di umani troppo complesso per il suo livello di maturità, che, in un momento di estremo nervosismo, per tirarsi fuori da una situazione che non tollerava più, ha utilizzato uno strumento che tutti i cani sanno e possono utilizzare se costretti…
  9. Paura, stress e ansia possono essere difficili da riconoscere, presta attenzione al tuo cane, perchè con l’ esperienza possiamo imparare a capire quali comportamenti ne sono espressione nei nostri cani. Così come con i nostri familiari con il tempo impariamo a capire quali atteggiamenti assumono quando sono tristi, arrabbiati o semplicemente annoiati. Ciascun umano ha il suo modo di manifestare questi sentimenti e così è anche per i cani. Quindi cerchiamo di capire quali segnali ci mandano quando hanno paura, sono stressati o in ansia. Tutti sappiamo che la coda tra le gambe e una postura abbassata sono segni di paura, ma cerchiamo di prestare attenzione a segnali più sottili come sbadigliare, leccarsi le labbra, distogliere lo sguardo, odorare a terra quando non c’è nulla da odorare…
  10. Siamo noi i responsabili del benessere del nostro cane. Dobbiamo assicurarci che, per quanto sia in nostro potere, il nostro cane goda delle 5 libertà che, secondo gli studiosi del welfare animale, sono essenziali per assicurargli una vita serena:
    1. sia libero da fame e sete, dandogli la possibilità di accedere all’acqua in ogni momento e di godere di una dieta sana, varia ed equilibrata
    2. sia libero dal disagio, offrendogli un ambiente appropriato
    3. sia libero dalla malattia e dalla sofferenza, facendo in modo che le malattie siano prevenute o, se contratte, rapidamente diagnosticate e curate
    4. sia libero di esprimere il comportamento naturale per la sua specie, offrendogli sufficiente spazio, un luogo dove riposare e la compagnia di animali della sua specie
    5. sia libero dalla paura e dallo stress, facendo in modo che le condizioni in cui vive e come viene trattato non comportino sofferenze fisiche o mentali.

Sì sono d’accordo avere un cane è un grande impegno ed un’altrettanto grande responsabilità. Ma ne vale la pena!

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