
Sento di nuovo girare con insistenza un mantra che speravo ormai superato da tempo: manifestare affetto al cane, permettergli di salire sul letto o sul divano può essere la causa di molti problemi, compresa l’ansia da separazione quando lasciato solo. Proprietari innamorati dei propri canetti sono costretti a malincuore a cambiare atteggiamento, a raffreddare il rapporto con il cane per il “suo bene”.
Questo provoca malessere non solo nell’umano, che perde la spontanità del rapporto con il suo amato quadrupede, ma anche nel cane. Prima di tutto i cani sono animali sociali che si sono evoluti, in un modo unico e straordinario rispetto agli altri componenti del regno animale, per vivere accanto e insieme a noi. Proprio per questo motivo il contatto sociale è un bisogno primario ed essenziale per il cane.
I nostri cuccioli cercano posticini confortevoli dove sistemarsi vicino vicino per l’unica fondamentale ragione che amano i posticini confortevoli accanto a noi e non perchè vogliono dominarci, sopraffarci, affermare la loro volontà sulla nostra.
Non permettere al cane di condividere con noi questi momenti speciali, ignorare il cane o razionare l’affetto che gli dimostriamo, non serve a ristrutturare il nostro rapporto con il cane nè tantomeno a risolvere problematiche comportamentali. Sostenere questo è una forma di pensiero magico che non ha nessun collegamento con la realtà nè fondamento scientifico. Sono stratagemmi a cui ricorre chi non ha sufficiente competenza o adeguati strumenti tecnici per risolvere problemi comportamentali. Oggi invece rigorosi studi scientifici (soprattutto degli ultimi anni) sul comportamento canino ci offrono strumenti di intervento – diversi dalla deprivazione – la cui efficacia è stata dimostrata in diversi contesti ancora una volta scientifici. E questo pensiero magico – da uomini primitivi che sanno usare soltanto la clava e con questa affrontano i problemi – non dovrebbe trovare spazio tra i trainer (addestratori, istruttori, educatori e chi più ne ha più ne metta) del 2020!!!
Oltre ad essere una manifestazione di ignoranza, è oggettivamente una crudeltà far in modo che i proprietari sottraggano affetto, attenzione e conforto a cani, che già soffrono di ansia da separazione. L’ansia da seperazione è un disturbo multifattoriale che non discende sicuramente dalle troppe coccole o dal fatto di essere ammessi sul divano. Anzi il suggerire al proprietario di limitare l’affetto, fino a quel momento garantito, può aggravare il problema creando i presupposti per quelle forme di attaccamento ansioso-evitante che minano la salute psicofisica dei nostri animali e possono irrimediabilmente danneggiare il nostro rapporto con loro.
No, non sto antropomorfizzando, c’è la scienza dietro questi ragionamenti, oltre a migliaia di anni di convivenza e condivisione di spazi e affetto tra noi e i nostri cani.
Tacciare le persone di “troppo amore” e attribuirgli ingiustamente e semplicisticamente le colpe di problemi comportamentali dei loro cani, non aiuta ed in più è crudele, rischia di compromettere la relazione umano/cane e non risolve affatto il problema! I proprietari di cani non meritano questo trattamento e non dovrebbero essere costretti ad adottare comportamenti che si risolvono nell’esatto contrario dei motivi per i quali hanno voluto dei cani nelle loro vite. Sono felice che il mio cane mi accolga con gioia all’arrivo a casa, che mi si sieda accanto quando guardo la televisione, che mi poggi la testa sulle gambe in cerca di carezze. Perchè dovrei ignorare questi comportamenti? perchè dovrei accoglierli con freddezza?
Il grande problema è che il mondo dell’educazione canina è un mondo per niente disciplinato e le informazioni che vengono diffuse da chi si proclama esperto del campo, non dobbiamo considerarle tutte uguali. Quindi attenzione a seguire i consigli di chi si autoproclama esperto perchè si è laureato all’università della vita o lavora con i cani da tempo immemorabile. Vi fareste operare da un chirurgo solo perchè opera da sempre? o preferireste rivolgervi a qualcuno che studia, si tiene aggiornato sulle ultime scoperte della medicina e le applica?
Come in tutti i campi anche nell’educazione canina dobbiamo stare molto attenti alla fonte delle informazioni che ci danno, verificate sempre l’effettiva competenza, ripeto non basta la sola esperienza sul campo, e soprattutto se sentite che le soluzioni che vi prospettano non sono adatte per voi, non abbiate timore a dirlo e soprattutto non esitate a non applicare i consigli che non risuonano con il vostro modo di essere.
E’ successo ancha a me in passato e so esattamente cosa si prova nel costringersi ad affrontare la propria repulsione ad assumere atteggiamenti che non ci appartengono solo perchè ce l’ha imposto un “esperto” del campo, per il bene del nostro cane….solo che in questi casi il “bene” non coincide con il benessere nè nostro nè del cane.
Noi e il nostro cane meritiamo di meglio!!! siate i paladini del vostro cane in ogni circostanza e con coerenza. E se ogni tanto rischiamo di viziarli un po’? Pazienza!

