
In Australia, nel 2016, il numero di richieste di risarcimento alle assicurazioni per le spese sostenute per i propri animali è stato superiore al numero di richieste analoghe per la casa e la macchina. Soprattutto per i cani con un’età superiore ai 7 anni. E come hanno risposto le assicurazioni? hanno pagato in quasi il 90% dei casi… bellissimo! Se in Italia funzionasse così saremmo tutti in fila (distanziati) per sottoscrivere un’assicurazione per i nostri animali. Nelle nostre famiglie vivono 60 milioni di animali, pesci e uccelli soprattutto (!) ) seguiti dai gatti e infine dai cani, ma la percentuale di assicurazioni sottoscritte è molto bassa. Perchè?
La prima risposta è per una questione di cultura nazionale. Le assicurazioni sono viste come un obbligo imposto dalla legge (vedi le costosissime assicurazioni per la macchina) oppure come uno strumento di investimento (dal funzionamento oscuro che personalmente sconsiglierei a tutti!). E questo vale per qualsiasi tipologia di rischio assicurabile. Pochi di noi hanno un’assicurazione sanitaria, pochi l’assicurazione per la responsabilità civile, ancora meno l’assicurazione sulla casa. Siamo un popolo di sottoassicurati cronici. Eppure in qualche caso le assicurazioni sono un vero salvavita in termini economici: la scorsa estate mi è scoppiato un tubo in casa… danni notevoli e… SORPRESA: l’assicurazione mi ha rimborsato!
Tutto questo discorso per arrivare a chiedermi se dobbiamo assicurare i nostri animali? Dipende da come è strutturata la polizza. Le polizze assicurative che si possono stipulare in Italia sono modulari, prevedono cioè diverse tipologie e gradi di protezione. Principalmente si può scegliere una polizza che: a) copre unicamente la responsabilità patrimoniale per i danni causati dall’animale alla persona o alla proprietà di altre persone; b) oltre alla protezione sub a offre anche il rimborso delle spese veterinarie per malattia o infortunio dell’animale; c) oltre alla protezione sub a e b offre anche il rimborso delle spese legali che siano collegate alla proprietà del nostro animale.
Detto così sembra bellissimo: pago una polizza che offre tutte queste protezioni e, oltre a sentirmi al sicuro, risparmio tanti soldi nel caso in cui il mio amore a quattro zampe si ammali. Funzionerebbe davvero così se le assicurazioni fossero in grado di profilare correttamente la clientela e costruire un corretto pooling dei rischi. Troppo tecnico? sembra ma non lo è. Fondamentalmente le assicurazioni funzionano bene se riescono: 1) a distribuire correttamente il rischio tra la propria clientela e 2) a far pagare il giusto corrispettivo in proporzione al rischio che ciascuno pone in relazione a: numero di animali, stato di salute, età, profilo caratteriale, dimensioni. Ognuna di queste caratteristiche incide infatti sul quantum le assicurazioni saranno chiamate a pagare in caso di sinistro (malattia, infortunio o danni causati al prossimo).
Ho fatto un pò di giri sui siti web delle assicurazioni e, dal contenuto delle polizze e dalle condizioni di assicurazioni, ho constatato che questa corretta profilazione della clientela non c’è e di conseguenza le polizze assicurative disponibili sono o costose o in parte inutili e talvolta tutt’e due…:)
Ad esempio mi sono fatta fare un preventivo da una nota compagnia di assicurazione e per la modica cifra di circa 20 euro al mese (240 euro l’anno) mi offriva la copertura per i danni, per le spese veterinarie e, udite! udite!, la tutela legale. Ma cosa intende per danni coperti? quelli “involontariamente causati a terzi, in conseguenza di un evento accidentale in relazione alla proprietà, possesso e uso di animali che abbiano come conseguenza: • morte e lesioni corporali di persone; • morte e lesioni fisiche ad altri animali; • danneggiamento, distruzione o deterioramento di cose“. E questi danni venivano coperti anche se il mio cane è in custodia temporanea di altri o partecipa a manifestazioni; in più se dalle lesioni discende per il danneggiato l’interruzione dell’attività lavorativa, copre anche questa circostanza. E ancora copre anche il percorso educativo che faccio fare al mio cane per evitare che causi altri danni in futuro (max 100 euro ma meglio di niente no?) Non male. Anche le franchigie (somma che rimane comunque a mio carico) non sono altissime (100 euro) e il danno massimo coperto arriva fino a un milione di euro. Però attenzione a leggere bene tutte le microclausole perchè servono a fare in modo che l’assicurazione non paghi … 🙂
Per ottenere il risarcimento dell’assicurazione è necessario che il cane sia condotto a norma di legge: se c’è l’obbligo del guinzaglio quindi deve stare al guinzaglio salvo il caso fortuito o la forza maggiore (il guinzaglio si rompe, cado e il cane mi scappa).
Da notare che, per come è costruita, la polizza assicurativa copre i danni causati da tutti i nostri animali, siano uno o dieci (ad eccezione delle razze pericolose… vedi più avanti). Conveniente no? la polizza copre non solo il morso del mio cane ma anche la caduta accidentale causata dal mio gatto che intrufolandosi tra le gambe fa cadere lo zio Asdrubale in visita. Occhio però il massimale è unico per tutti gli animali in famiglia.
In sintesi l’assicurazione per la responsabilità civile derivante dai nostri animali serve! Ci auspichiamo che non succeda mai, ma se succede che il nostro cane insegua un ciclista e lo fa cadere, fa le feste al nostro amico antipatico e distrugge il suo vestito buono, insegue i polli dei vicini e li uccide….la nostra assicurazione paga per noi cifre che possono anche essere ragguardevoli e mettere in crisi il bilancio familiare.
E le spese veterinarie? Ecco per quelle meglio lasciar perdere. Se si guarda alle casistiche escluse dalla copertura assicurativa, ad eccezione delle malattie causate dalla trasmutazione dell’atomo (vero!), le altre tipologie di malattie per le quali non si può chiedere il rimborso sono quelle che nella vita dei nostri cani si manifestano più di frequente. Sono escluse: le operazioni legate alla rottura del legamento crociato, lussazioni al gomito e all’anca, ernie, terapie dietetiche, Leishmania, parto e gravidanza, neoplasie, sterilizzazioni, malattie evitabili con la profilassi (?), infortuni conseguenti al trasporto su mezzi non appositamentente adibiti al trasporto di animali o trasporti aerei, malattie contratte per la partecipazione a manifestazioni e così etc. etc. Ho fatto un veloce controllo e ho scoperto che di tutte le spese veterinarie che ho sostenuto per i miei animali negli anni sarebbero state coperte dall’assicurazione se l’avessi avuta…. ZERO, NISBA, NIET!
Conveniente no? e la tutela legale? ecco quella la lascerei perdere a priori. Per esperienza so che i legali delle assicurazioni non sono proprio il genere di avvocato che sceglierei per tutelare i miei interessi…. ma è un’opinione personale e forse generalizzo.
In conclusione qual è il mio consiglio basato sulla mia microindagine sulla pet insurance: non sottoscrivete polizze costruite ad hoc per la tutela degli animali in famiglia, sono in larga parte inutili e troppo costose. Piuttosto se vi è possibile stipulate un’assicurazione per responsabilità civile generica (copre la casa, gli infortuni domestici, i danni causati dai minori in famiglia o da voi stessi etc. etc.) ed aggiungete anche la copertura per i danni causati dai vostri animali. La spesa è nettamente inferiore e starete al sicuro sia se si rompe il tubo sia se i vostri cani provocano qualche disastro. Personalmente per avere questa copertura in più aggiungo circa 3 euro al mese alla polizza sulla casa per i miei due cani e un gatto. E i miei canetti di guai a volte ne combinano e sì che ne combinano…. 🙂
Se non volete o non avete necessità di stipulare una polizza di questo tipo, scegliete una polizza specifica che copra soltanto la respomsabilità civile conseguente ai danni cagionati dai vostri animali e starete al sicuro senza spendere troppo e soprattutto senza regalare inutilmente soldi alle compagnie assicurative.
Quasi dimenticavo…le razze pericolose! A conferma dell’incapacità degli assicuratori di fare una corretta profilazione dei rischi, ecco a voi la clausola sulle razze pericolose contenuta nella mia polizza :
Ai fini della validità della Garanzia, per le sole tipologie di animali di seguito elencate, è necessaria l’identificazione in Polizza: a) cani a rischio elevato di aggressività iscritti negli appositi registri veterinari – (e qui ci sta, NdR) – b) cani appartenenti ad una delle seguenti razze, o ad incroci con esse ottenute: American Bulldog, American Staffordshire terrier, Cane da pastore di Charplanina, Cane da pastore dell’Anatolia, Cane da pastore dell’Asia centrale, Cane da pastore del Caucaso, Cane da Serra da Estreilla, Dogo Argentino, Fila brazileiro,Mastino napoletano, Perro da canapo majoero, Perro da presa canario, Perro da presa Mallorquin, Pit bull, Pitt bullmastiff, Pit bull terrier, Rafeiro do alentejo, Rottweiler, Torniak, Tosa inu.
Il cane da pastore della charplanina non esiste, il Pit bullmastiff meglio conosciuto come bandog non l’ho mai visto e comunque non è una razza, il perro da Canapo majoero non lo trovi neanche su Google (provate!) e il Rafeiro do alentejo potrebbe anche essere un dolce portoghese e il Torniak un attrezzo di tortura vista la diffusione di queste razze sul territorio italiano…. ma va bè meglio così! Se tutti i padroni di jack russel o bassottini a pelo duro dovessero fare una polizza nominativa per il proprio mordacissimo beniamino sarebbe un problema no?

