Trekking con il cane: come scegliere i percorsi

Andai nei boschi perché desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fossi capace di imparare quanto essa aveva da insegnarmi, e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto.

David Thoreau

Viviamo un momento difficile. Dopo l’esplosione della pandemia di COVID e il conseguente blocco di tutte le attività lavorative e di svago, riprendiamo faticosamente la vita normale. Normale fino ad un certo punto però, resta pericoloso incontrarci con i nostri simili senza le necessarie cautele: distanza e mascherina. Non è ancora possibile quindi unirsi alle escursioni in montagna organizzate a due e quattro zampe, in cui possiamo comodamente farci portare in giro e affidare ad altri la responsabilità di scegliere l’itinerario. Queste gite di gruppo, articolate a volte anche in più giorni, sono esperienze piacevolissime e molto utili per i nostri cani che si ritrovano in un ambiente naturale, semi selvaggio da esplorare con un branco di conspecifici con cui, con una rapidità impressionante, fanno gruppo. Quasi come noi umani: non c’è mezzo migliore per conoscere persone con interessi simili ai nostri che immergerci in queste attività, spesso ne nascono amicizie durature e non solo per i quattrozampe! Ne ho parlato un pò qui: https://icanifelici.wordpress.com/2019/01/21/trekking-a-4-%f0%9f%90%be-di-gruppo/

Il grande vantaggio di queste esperienze di gruppo, oltre all’essere guidati nell’escursione, è anche quello di avere a propria disposizione uno o più educatori cinofili, che si prendono cura dei nostri cani e controllano che non ci siano baruffe. Il lato negativo è che sono attività costose ed avendo più di un cane come nel mio caso i costi si raddoppiano. Quindi sicuramente per chi inizia a fare trekking con il cane è utile partecipare a queste iniziative, ma appena si prende un pò di familiarità con il passeggiare nei boschi e tra le montagne a sei zampe, penso che sia molto molto meglio andare da soli magari coinvolgendo qualche amico cinofilo appassionato di passeggiate. Diverso è il caso dei trekking itineranti, anche questi non economici sicuramente, ma l’avventura di passare qualche giorno in tenda con il proprio cane lontano dalla civiltà è talmente speciale che, potendo, ne vale assolutamente la pena. Ancora di pù se oltre ai cani ci sono anche gli asini che ci accompagnano nel cammino e… ci portano tende e viveri……Leggete qui: https://www.deepwalking.org/files/asini-e-cani-focus-wild.pdf

Nero, Luna ed io abbiamo partecipato a diversi cammini a quattro zampe organizzati dalla Compagnia dei Cammini ed ogni volta è stata un’esperienza speciale e da ricordare. Per i paesaggi meravigliosi, per le esplorazioni nella natura, per la dimensione diversa che prende il rapporto con il nostro cane che in quell’ambiente è molto più a suo agio di noi. Ma anche per l’aspetto sociale: le cene in compagnia di cani e umani, le difficoltà condivise, le chiacchiere sulle salite ripidissime che diventano spesso più leggere. E’ strano ma in questi contesti diventiamo tutti più buoni e più simpatici… potere della natura!

Asini e cani in cammino: si impara anche a condurre gli asini 🙂 – Photo by Elettra Pistoni

Tutto questo non è però possibile senza un minimo di preparazione: nostra e del nostro cane. Preparazione che deve essere prima di tutto fisica: dobbiamo essere allenati ad affrontare 4-6 ore di cammino sia noi umani sia i cani. Dal punto di vista educativo, per godersi appieno l’esperienza, i nostri cani devono essere in grado di stare liberi in un contesto naturale ed in compagnia di altri cani. Significa che noi dobbiamo avere fiducia nella loro capacità di tornare da noi se richiamati e di essere tolleranti della vicinanza di altri animali. Non è necessario essere ipersociali, questi contesti ampi consentono di mantenere spazi propri. Quindi anche una cane come il mio Nero, che l’eccessiva vicinanza di umani e cani tollera molto poco, in una situazione del genere si trova benissimo: non gli impongo contatti ravvicinati ed è sempre libero di andare via se un’interazione diventa per lui pesante. Non ci siamo mai trovati in difficoltà.

Per prepararsi a queste situazioni è importante fare prima qualche trekking in autonomia. Come quello che abbiamo fatto noi non appena le limitazioni del lockdown ce l’hanno consentito. Per la nostra prima uscita abbiamo scelto di fare una passeggiata molto semplice qui nel Lazio sui Monti Simbruini: un tratto dell’itinerario che da Campaegli porta a Cervara. E’ un sentiero bellissimo in tutte le stagioni ma in primavera soprattutto è un tripudio di colori. E’ pianeggiante e quindi è l’ideale per riprendere gli allenamenti dopo un periodo di fermo. Non c’è rischio di perdersi perchè è molto ben segnato e dritto… però…complice l’isolamento di questo periodo abbiamo incontrato cinghiali e cinghialini. Le mamme avevano dimensioni ragguardevoli e quindi quando li abbiamo visti siamo tornati indietro, mettendo al guinzaglio i lupetti, per evitare che il loro istinto predatorio prendesse il sopravvento.

Il cinghialone

Nonostante l’incontro potenzialmente pericoloso, l’esperienza è stata molto positiva, piacevole e veramente alla portata di tutti. L’importante è essere attrezzati con scarpe adatte (da trekking ovviamente), con acqua in abbondanza per noi ed i nostri cani, con guinzaglioni per tenerli vicini a noi quando è necessario (ci sono alcuni sentieri in cui i cani devono stare obbligatoriamente legati) per la loro e nostra sicurezza. La dotazione minima varia poi in relazione alla durata della passeggiata e, nello stabilire cosa portare, dobbiamo fare sempre riferimento al buon senso e alla cautela che le esperienze in montagna ci devono sempre ispirare. E poi è veramente un banco di prova della relazione con i nostri cani, di fronte ad un ambiente così pieno di attrazioni, di odori, di posti da esplorare, di praterie sulle quali correre, sceglieranno i nostri cani di rimanere con noi? io la risposta l’ho avuta: eccola ❤️❤️❤️

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