
Purtroppo succede. I cani sono parte della famiglia e anche loro possono essere coinvolti (e sconvolti 😫 ) in caso di separazione o di divorzio.
Sono coinvolti prima di tutto emozionalmente: quando manca l’armonia familiare o quando i litigi si fanno frequenti anche i cani risentono dell’atmosfera che si viene a creare. I cani sono empatici e li amiamo per questo, ma risentono fortemente del carico emotivo che una situazione di crisi di coppia comporta. E possono diventare un problema che si aggiunge alle difficoltà che si incontrano al momento della separazione. I cani possono sviluppare comportamenti mai manifestati prima (ad esempio possono manifestare aggressività verso uno dei proprietari) o possono esasperare problemi comportamentali che già presentavano in modo più leggero (es. possono abbaiare più frequentemente) o ancora più semplicemente i fastidi dell’avere un animale in casa diventano insopportabili in una situazione di stress generalizzato. Se si verificano questi effetti che incidono anche sul comportamento del cane è importante cercare di risolverli con strategie minime che possono alleggerire il carico emotivo sul nostro rapporto con il cane. Passeggiate insieme in zone tranquille, attività olfattive semplici (anche soltanto lanciare premietti sull’erba), cambiare il modo di nutrire il cane ricorrendo ad attività (come il Kong ad esempio) che consentano al cane di lavorare un pò per procurarsi il cibo, sono cose che possono aiutare moltissimo. E questa necessità di far fronte alle esigenze del cane può aiutare anche chi è coinvolto nella crisi: consente di distaccarsi per un momento dal problema e di prendere una boccata d’ossigeno – reale e figurata – godendo della compagni dei nostri amici senza sovraccaricarli della responsabilità di consolarci.
Teniamo presente che, a differenza dei bambini, i cani – in una situazione di crisi familiare – non hanno bisogno del nostro supporto emotivo, sono fortemente adattativi, soffriranno di certo del cambiamento di vita, delle tensioni che inevitabilmente si ripercuoteranno su di loro, ma troveranno il loro modo di venire a capo della situazione e tornare in omeostasi, in condizioni di equilibrio. Quello di cui hanno estrema necessità è che i loro bisogni di base siano comunque soddisfatti con le passeggiate, con il gioco, con il tempo passato insieme, e che non gli si chieda di svolgere una funzione di stampella emotiva per troppo tempo. Le passeggiate all’aria aperta, soprattutto se nel verde, regalano anche a noi, in tempi bui, di crisi e agitazione emotiva, un tempo di riflessione in solitudine preziosissimo.
Guardando al lato giuridico del problema divorzio/separazione, la presenza di animali domestici aggiunge un ulteriore profilo di complessità a una situazione, che oltre ad essere dolorosissima sul piano personale, pone diversi problemi sul piano pratico. Come ho già detto in un articolo precedente (https://icanifelici.wordpress.com/2019/09/12/il-cane-e-la-legge/), il nostro codice civile considera gli animali come cose mobili, su cui si esercita il diritto di proprietà. Detto così sembra allora semplice. A differenza dei figli per i quali, in caso di separazione, si lotta all’ultimo sangue nelle varie sedi giudiziarie (e si spendono un sacco di soldi in avvocati….) per gli animali potrebbe essere tutto più semplice: chi ha il diritto di proprietà sull’animale ha anche diritto di continuare a conviverci. Ma non è sempre così.
Il recente orientamento giurisprudenziale che ha meritoriamente riconosciuto l’importanza del legame affettivo con il proprio animale domestico e vi ha fondato la possibilità di ottenere il risarcimento non solo dei danni patrimoniali ma anche di quelli morali derivanti dalla morte del proprio animale dolosamente o colposamente provocata da altri, ha anche complicato notevolmente la questione dell’affidamento del cane (o gatto) in caso di separazione del nucleo familiare. Di fronte alle richieste dei litiganti di affidamento dell’animale, il giudice ha ritenuto di non potersi affidare unicamente al dato dell’intestazione del microchip ma di dove utilizzare criteri più flessibili che tengano conto non solo del dato formale ma anche di elementi più sottili e discrezionali. E così ha reso tutto più complicato.
Non basta essere l’intestatario del microchip per poter pretendere di tenere con sè l’animale, occorre essere in grado di dimostrare la propria qualità di “padrone effettivo”, cioè il principale responsabile della cura del cane e il suo punto di riferimento all’interno del nucleo familiare. Sarei curiosa di vedere come viene provato questo rapporto speciale con uno dei componenti il nucleo familiare e, soprattutto, visti i tempi lentissimi della nostra giustizia, non so se la decisione del giudice riesca a diventare definitiva (sono necessari tre gradi di giudizio!) prima della scomparsa del cane che, purtroppo, non ha una vita media compatibile con i tempi della nostra giustizia. E dunque, in sostanza, melior est condicio possidentis, che tradotto in soldoni vuol dire: 1) intestatevi il microchip del cane; 2) se lasciate la casa coniugale portatevi dietro il cane o viceversa se allontanate il coniuge fedifrago non fategli portare via il cane, neanche per fare la pipì, potreste non rivederlo più…
Questi sono i miei consigli molto basici, di emergenza direi, in caso di separazione. Se invece si è più accorti e anche meno romantici, la soluzione ideale è quella di disciplinare la sorte dei nostri amici animali con un accordo di separazione da definire quando ancora si va veramente d’accordo (molto facile dirlo, meno, assai meno facile farlo) e in modo da garantire sia il diritto di visita di chi nella coppia perde l’animale sia il dovere di contribuire alle spese veterinarie e di mantenimento. Dopo la separazione potrebbe essere troppo tardi per riuscire a raggiungere un accordo che soddisfi tutti e tuteli gli interessi dei nostri cani!
Dobbiamo anche considerare un altro aspetto. Se non riusciamo a raggiungere un accordo consensuale con il nostro ex partner e magari finiamo in tribunale (e ancora spendiamo un sacco di soldi in avvocati) per definire la nostra situazione (a chi tocca la casa, a chi i figli etc.etc.) non possiamo sperare che il giudice risolva anche il problema dell’affidamento degli animali. Nella gran parte dei casi, infatti, il giudice della separazione dichiara di non essere competente a giudicare dell’affidamento di animali per due motivi: 1) gli animali sono cose e il range di azioni che devono essere esperite sono quelle a tutela della proprietà e del possesso e non quelle della separazione; 2) la legge non dà indicazioni sull’affidamento di animali in caso di separazione e quindi il giudice adito per la separazione non può decidere: ci si deve rivolgere ad un altro giudice, competente per le controversie sui diritti reali (sono cose no? 😱😱😱😱😱).
La giurisprudenza riporta un solo caso di un giudice particolarmente sensibile che ha ritenuto di dover giudicare sull’affidamento dell’animale domestico contestualmente alla decisione sull’affidamento del figlio minore. A tutela dell’interesse del minore, particolarmente legato all’animale, il giudice ha infatti stabilito di collegare la sorte dell’animale a quella del bambino. Pur apprezzando moltissimo il tentativo del giudice di fare giurisprudenza dove non ce n’è, non condivido in pieno la decisione. I nostri animali non possono essere riconosciuti solamente come riflesso o conseguenza della necessità di tutelare i minori, anzi è doveroso che anche l’interesse dell’animale sia preso in considerazione. Non sempre seguire il bambino garantisce il benessere dell’animale, può essere che il genitore affidatario non abbia tempo per seguire anche il cane. Poi si sa, figli crescono, le esigenze cambiano, il compagno di giochi di ieri può diventare un intralcio, un ostacolo, un freno ai divertimenti della vita di un adolescente.
In conclusione, non dimentichiamoci di loro, cerchiamo di essere razionali e di definire in accordi consensuali quale sarà il loro destino in caso di separazione. Oppure fate come me: intestatevi tutti gli animali della famiglia e, in caso di discussioni, via! Veloci come il vento fuggite tutti insieme… per i cani l’abbandono di tetto coniugale non esiste 😜

Buongiorno, la seguo sul suo blog con interesse. Sono particolarmente interessato all’argomento cani e bambini. Mi farebbe piacere se potesse trattare l’argomento in uno dei suoi prossimi articoli. Molte grazie.
Bb
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Gentile Braccoboldo, grazie per l’apprezzamento. Cani e bambini è un tema molto interessante. Terrò sicuramente conto del suggerimento. A presto!
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