Ogni volta che vado negli USA rimango sorpresa da quanto gli americani siano dog friendly. Dovunque si vada si trovano ospedali per animali, asili per cani adulti e cuccioli, tolettatori, negozi pieni di ogni prelibatezza. Nei ristoranti molto spesso i cani possono entrare e, se anche non può entrare il cane “comune”, i service dog sono sempre ammessi. E i service dog non sono solo i cani per disabili ma qualsiasi cane che svolga una funzione di supporto psicologico per il suo padrone. Deve avere un documento che attesti questo suo ruolo, ma non mi sembra una cosa difficilissima da ottenere vista la quantità di cani da supporto psicologico che ho visto nel mio ultimo viaggio a Los Angeles e San Diego.
Sono anche sorpresissima di come questi cani sembrino sempre inoffensivi. Di qualsiasi taglia, conformazione, razza non battono ciglio (o meglio baffo) quando si incontrano. Neppure si annusano, si passano accanto praticamente indifferenti. E non capita raramente che si incrocino, anzi visto il numero è una continuazione. Non posso fare a meno di pensare a quello che succede mediamente nella via dove abito. Spesso e volentieri i cani che si incrociano sul marciapiede si abbaiano e si minacciano di morte dolorosa. I padroni appesi al guinzaglio, se i cani sono di taglia grande, cercano di trascinarli sull’altro marciapiede per far finire la baraonda infernale. Non sempre ci si riesce: anche dall’altra parte della strada le minacce di morte continuano. Capita anche che i padroni si mettano a litigare tra di loro e si uniscano nella baruffa ai loro cani.
Ci sono alcuni cani che escono di casa già abbaiando per avvertire tutto il vicinato che in quel momento la strada è loro, soltanto loro! E ovviamente gli altri cani che sono in casa li ascoltano da dietro le finestre e iniziano ad abbaiare anche loro: che ti credi di essere ora scendo e ti faccio vedere io…
Sono sicura che ci sono padroni che prima di imbarcarsi nell’avventura di portare il proprio quattrozampe a fare un giro, sbirciano dalle finestre e si affacciano in strada per vedere se i nemici giurati del proprio cane sono già usciti o sono per strada. A volte i padroni solidarizzano e si avvertono l’un l’altro dei programmi di uscita per evitare incontri infausti. Alle volte l’accordo è tacito: ci si distribuisce le ore per evitare di sovrapporsi…
E invece i cani delle città americane no. Non litigano con gli altri cani, non abbaiano, non inseguono i jogger o i ciclisti. E, dimenticavo, stanno sempre sempre semprissimo al guinzaglio. E che guinzaglio: il flexi!!! Non oso immaginare cosa succederebbe nella mia via se si diffondesse una moda del genere. I fox terrier assassini alla vista della mia lunetta renderebbero me e la loro padrona un arrosto da infornare all’istante, perfettamente intrappolato nella sua retina.
Ma perchè loro ci riescono? Una risposta l’avrei, ma forse è dettata dall’invidia per l’educazione dei loro cani e forse non è politically correct, anzi geographically correct.
La mia impressione è che i cani che ho incontrato a NY o a San Diego vivano una vita limitata, sacrificata dalle necessità dei tantissimi umani che li circondano. Nei bellissimi parchi che ho visto i cani non possono quasi mai scorrazzare liberamente, nelle aiuole curatissime non possono entrare e non possono assolutamente fare pipì! Gli asili per cani non sono all’aperto in queste città ma sono piccoli negozietti e i canetti guardano sconsolati dalle vetrine. I cani ospitati qui dentro possono liberamente sporcare all’interno e passano la giornata giocando con i loro simili sotto il controllo degli operatori della struttura ma non escono mai all’aperto 😱😱😱😱

E poi quanti cani obesi ho visto! Forse le crocchette americane sono più nutrienti di quelle europee? Oppure anche ai cani fa meglio la dieta mediterranea? Scherzo ovviamente ma è curioso come ad un più alto tasso di obesità dei padroni corrisponda anche una forma meno snella dei cani.
E quanti aggeggi strani per portare a spasso i cani in modo che non tirino al guinzaglio. Tantissimi cani portano l’head collar, strumento che assomiglia alle redini dei cavalli. Io non so bene come funzioni, nè perchè sia di così frequente utilizzo. Una cosa è certa i cani che lo portano non mi sembrano l’immagine della serenità. La maggioranza dei cani porta la pettorina ma spesso agganciata solo davanti 🤔🤔🤔ma come può funzionare? e udite udite ho visto persino un Labrador con il collare con le punte!!! Insomma pur di non far tirare i cani qualsiasi stratagemma va bene e, infatti, la gran parte di loro cammina ciondoloni dietro il padrone. Sembrano apatici, indifferenti a quello che li circonda. D’altra parte mettendomi nei loro panni non è che quello che li circonda sia proprio una pacchia per il cane medio: è tutto artefatto, ricostruito dall’uomo in ogni più piccolo angolino. E vogliamo parlare dei cani che escono con le scarpe per non sporcarsi i piedi? Sì proprio per non sporcarsi i piedi perchè mi sa che le zampe non ce le hanno più…
Ecco secondo me i cani americani non si ricordano tanto di essere cani e di come si fa a fare i cani. I cani abbaiano, litigano, corrono, si azzuffano e, diciamocelo, spesso e volentieri rompono le scatole agli umani, però questo è anche parte della loro natura e, lungi da me l’idea di accettare la maleducazione nei cani, un pò però dobbiamo lasciarli fare i cani. Se li priviamo del tutto della loro natura e li intrappoliamo nelle nostre regole, nelle nostre città puzzolenti, nei nostri marciapiedi stretti e nella nostra erbetta finta che non sa di nulla, i cani non sono più cani e si deprimono, e si spengono…. ecco perchè secondo me i cani americani hanno facce tristi…

