Conosciamo il cane da pastore olandese: la salute e le malattie ereditarie

Pastore olandese: cosa controllare quando acquistiamo un cucciolo

Le diverse razze di cani possono essere una delle manifestazioni dell’amore dell’uomo per il cane, facciamo in modo che non siano un modo di sfruttarli: DICIAMO NO AI CUCCIOLIFICI!

Il vantaggio di adottare un cucciolo di razza è quello di potersi rivolgere ad allevatori appassionati, che selezionano i propri cani con la massima attenzione alla salute e al carattere. Lo fanno non per soldi, non si guadagna allevando cani e forse neppure si sopravvive se non si ha un’altra attività. Si alleva una razza perchè la si ama e la si vuole anche preservare dalle mode e dalle adozioni/acquisti inconsapevoli. Ultimamente il pastore olandese – soprattutto a pelo corto – sta vivendo un momento di forte popolarità. Questo è un rischio, prima di tutto perchè il pastore olandese non è un cane caratterialmente facile e quindi non è adatto a tutti, secondo perchè, se si intravede la possibilità di fare soldi, molti improvvisati allevatori si dedicheranno alla produzione inconsapevole di cuccioli e …. creeranno il disastro.

La razza del cane da pastore olandese ha livelli di consanguineità molto elevati, anche più di altre razze pure, proprio perchè finora è stata apprezzata e diffusa solo tra un piccolo numero di appassionati. L’elevata consanguineità e i potenziali allevatori incompetenti e senza scrupoli sono un mix che può generare conseguenze devastanti: cani malati, deboli, fertilità ridotta, mortalità precoce, comparsa di mutazioni recessive dannose…e così via fino ad arrivare a causare l’estinzione della razza che io amo così tanto. Non è catastrofismo, sta succedendo veramente qualcosa del genere con il Cavalier King Charles ad esempio. In questa razza sono talmente tanti i portatori di una malattia neurologica irreversibile, dolorosa e mortale (siringomielia – https://www.cavalierkingitalia.it/la-siringomielia/ ) che c’è chi sostiene sia necessario smettere di allevarla!

Se decidiamo di prendere un cane da pastore olandese, fermo restando che dovremmo cercare di adottare cuccioli che abbiano un tasso di consanguineità almeno non superiore al 6/7 % su cinque generazioni, controlliamo anche che l’allevatore che abbiamo scelto controlli i genitori per le malattie ereditarie tipiche della razza. Le malattie trasmissibili alla prole (ma anche qui se ne discute) sono quelle tipiche delle razze dei cani da pastore: displasia delle anche, vertebra transizionale e cauda equina, malattia di von Willebrand e mielopatia degenerativa.

Ma adesso entriamo nel tecnico e vediamo qualche numero ….

  • Displasia delle anche

Con riferimento all’incidenza della displasia (score = C, D, E), l’analisi dei dati disponibili, riferiti a 4600 esemplari provenienti da tutto il mondo, di cui 1300 a pelo lungo e 3300 a pelo corto, è è la seguente.

Anni di riferimento Totale Varietà a pelo lungoVarietà a pelo corto
20176%6%6%
20158%11%5%
20138%11%5%
201114%19%9%
20097%10%4%
200713%16%10%
20059,5%10%9%
200313%7%19%
200117,5%5%30%
199911%7%15%
19979,5%8%11%
Percentuali di cani displasici negli anni

I dati mostrano che l’incidenza della displasia è considerevolmente più alta per la varietà a pelo lungo, ma qualche passo avanti è stato fatto negli ultimi anni. Per gli esemplari nati tra il 2000-2009 l’incidenza della displasia era pari all’8% nella varietà a pelo corto e al 18% nella varietà a pelo lungo; negli esemplari nati dopo il 2009 l’incidenza è pari al 6% nella varietà a pelo corto e al 15% in quella a pelo lungo. Non molto tempo fa (anni ‘70-‘80) un buon numero di riproduttori, soprattutto nella varietà a pelo lungo, erano displasici; da allora molto è stato fatto ma molto è ancora da fare.

  • Vertebra transizionale lombare

L’incidenza della vertebra transizionale lombare (LTV o LUW in tedesco) è un aspetto di difficile valutazione in termini numerici, perché non ci sono sufficienti informazioni. Quello che è certo è che un’anomalia presente nella razza da molto tempo. Sfortunatamente non è possibile avere valutazioni ufficiali in molti Paesi (Italia compresa) e dove queste vengono fatte i criteri seguiti non sono omogenei (ad esempio la scala di valutazione tra Germania e Finlandia non è uguale e la presenza di troppe o troppo poche vertebre lombari in alcuni paesi non è considerata rilevante). Sulla base dei dati disponibili, su circa 600 esemplari valutati, emerge che la patologia è più diffusa nella varietà a pelo corto rispetto quella a pelo lungo e tra i primi la percentuale di incidenza è abbastanza elevata (15% di anomalie).

Nell’insieme la situazione è abbastanza buona, anche se nella varietà a pelo corto occorre fare particolare attenzione e supportare un’attività di screening ufficiale per evitare il diffondersi della patologia. Considerata la minore incidenza dell’anomalia tra i soggetti a pelo lungo, in prospettiva, se le due varietà potessero riprodursi tra di loro il problema potrebbe essere più facilmente controllato e risolto. Stesso discorso può essere fatto – mutatis mutandis – per ridurre l’incidenza della displasia delle anche nei soggetti a pelo lungo.

  • Durata della vita media e cause di morte

Utilizzando i dati relativi alla data di morte di 1500 cani e alle cause di morte di 800 esemplari, emerge che gli esemplari della varietà a pelo corto hanno una durata di vita media inferiore a quelli a pelo lungo (vita media rispettivamente pari a 7,9 e 8,9 anni; mediana rispettivamente 8,2 e 9,8 anni).  Questa evidenza potrebbe essere controintuitiva, considerato che gli olandesi a pelo lungo hanno coefficienti di consanguineità molto più elevati, caratteristica questa legata ad una previsione di vita più breve.

Questa apparente anomalia può essere spiegata guardando alle cause di morte: nella varietà a pelo corto il numero di morti per incidenti è più elevato (17 vs. 13% per i peli lunghi), in numero maggiore presentano problemi comportamentali a cui consegue la morte (12% vs. 4%) e sempre in numero maggiore soffre di patologie spinali invalidanti (8 vs. 5%). Tutti questi fattori riguardano generalmente cani giovani e possono spiegare la durata di vita più breve dei pastori olandesi a pelo corto. In generale, va considerato che la varietà a pelo corto del pastore olandese è più impegnativa di quella a pelo lungo: sono cani con temperamento più forte, più attivi e più predisposti a incidenti e a problemi comportamentali se non correttamente educati.

Circa 1/3 dei pastori olandesi a pelo lungo muore a causa di tumori, risultato coerente con l’elevata consanguineità degli esemplari, e soffrono spesso di problemi ai reni. In entrambe le varietà i maschi muoiono prima delle femmine e la differenza è particolarmente avvertita nella varietà a pelo corto.

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