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Prima domanda cosa è lo stress? Secondo la Treccani, nell’uso corrente, “stress” significa “ tensione nervosa, logorio, affaticamento psicofisico, e anche il fatto, la situazione e sim. che ne costituiscono la causa”; nel linguaggio medico, lo stress è “la risposta funzionale con cui l’organismo reagisce a uno stimolo più o meno violento (stressor) di qualsiasi natura (microbica, tossica, traumatica, termica, emozionale, ecc.).
Se, quindi, nel linguaggio corrente, lo stress è qualcosa di negativo, da un punto di vista fisologico, invece, è un meccanismo funzionale, utile alla vita: è anzi necessario a tenerci in vita. Dobbiamo, di conseguenza, abituarci a considerare lo stress come qualcosa di produttivo e positivo. Se attraverso un periodo di grandi stimoli e mi sento stressato e sovraffaticato, posso anche interpretare questa situazione come un momento di crescita: la vita mi pone di fronte a molti ostacoli, a sfide diverse, vorrà dire che quando le avrò superate tutte avrò acquisito nuove capacità, sarò più forte e completo di prima. La stessa cosa vale per i cani: lo stress non è sempre negativo, può avere conseguenze positive se non è troppo ed è correttamente vissuto.

La curva dello stress: da buono a cattivo
Anche gli eventi molto positivi possono essere stressanti per il cane. Una bella passeggiata in un contesto pieno di animali selvatici, in totale libertà, è il sogno di tutti i cani ma allo stesso tempo è fisicamente ed emozionalmente faticoso: è stressante. Dobbiamo anche considerare che lo stress non ha sempre, soltanto conseguenze negative. Sulla memoria, ad esempio, lo stress può avere un impatto formidabile, in positivo ed in negativo. Se mentre corre nel prato il mio cane viene assalito e morso da un labrador nero, è molto probabile che rimarrà indelebile l’associazione del cane nero con qualcosa di negativo. La memoria viene potenziata dall’evento stressante. Ma allora perchè si dice che quando il cane è stressato non impara? La risposta è abbastanza semplice: il cane non impara quando la situazione di stress è vissuta prima del momento in cui voglio insegnare qualcosa di nuovo. Se invece lo stress è contemporaneo alla cosa che voglio che impari e ricordi per sempre rafforza la memoria. In inglese la chiamano flashboard memory, non so se in italiano esiste un’espressione che traduca questo concetto. Perchè è importante nel training la flashboard memory? Perchè avendo presente che lo stress è sia positivo che negativo posso fare in modo che il mio cane ricordi un insegnamento utilizzando le ricompense a sorpresa, diverse dal solito, inaspettate…. ovviamente devono essere percepite dal mio cane come ricompense. Se mi metto a strillare come una matta, dicendogli bravo bravo bravo e saltellando qua e là, magari non è proprio una ricompensa, no? Invece il jackpot, tanto utilizzato in addestramento, e che consiste nel dare una quantità esagerata di bocconcini quando il cane fa qualcosa di fatto veramente bene, ha proprio la finalità di creare questa flashboard memory… e allora avanti tutta con lo stress positivo!!!!
Attenzione non tutti i cani reagiscono allo stress negativo nello stesso modo, così come non tutti gli umani hanno la stessa reazione in caso di stress. Abbiamo i cani che allo stress reagiscono in modo passivo, con l’immobilità e la chiusura, e cani che reagiscono in modo attivo, abbaiando, saltando, muovendosi… Dobbiamo fare attenzione perchè spesso le situazioni più difficili sono quelle dei cani che interiorizzano lo stress, non lo esprimono e quindi spesso vivono situazioni di disagio che passano inosservate e non spingono la loro famiglia a cercare aiuto per risolvere il problema.
Cosa si può fare per ridurre lo stress negativo nei cani? Si può agire su tre livelli: percettivo, emozionale, comportamentale. Si può cambiare il modo in cui i nostri cani percepiscono gli eventi, rendendoli più ottimisti, dandogli più flessibilità nel valutare gli eventi, aiutandoli a generalizzare. Si può lavorare sulle emozioni, aumentando le situazioni di calma, la capacità di raggiungere la calma anche in situazioni di eccitazione e la capacità di pensare anche quando i livelli di eccitazione sono alti. Infine, sul piano comportamentale, posso insegnare al cane a tollerare di più le situazioni di frustrazione, ad essere più tenace nel cercare di raggiungere i risultati che desidera, a controllare gli impulsi, ad allontanarsi dalle situazioni in cui si trova coinvolto (disingaggio). E come si fa? Con i giochi ovviamente…… 😀😀😀😀😀😀😀
