Seconda puntata
Prima domanda: cosa ci guadagna il cane dall’inseguimento? Qual è la sua motivazione?
Il cane insegue per molte ragioni: può esprimere una motivazione predatoria o sociale o territoriale o semplicemente è spaventato. Per un comportamento che può avere alla base così tante motivazioni dobbiamo pensare ad una soluzione al di fuori dagli schemi tradizionali. Prima di tutto teniamo conto del fatto che la motivazione più diffusa è quella predatoria, di seguito un elenco di comportamenti tipici del cane che insegue. Se il vostro cane manifesta due o più di questi comportamenti l’origine della sua tendenza a rincorrere è sicuramente la sua forte motivazione predatoria.
- Cerca sempre occasioni per inseguire qualcosa
- Trova soddisfazione nel movimento, ama correre dietro qualsiasi cosa si muova
- L’inseguimento può iniziare in qualsiasi momento e qualsiasi luogo
- L’elemento scatenante dell’inseguimento può essere minimo, per il cane è una reazione automatica, non ha bisogno di pensare prima di partire all’inseguimento
- Ama cacciare e cercare le cose
- Anticipa sempre di più l’eccitazione dell’inseguimento, incomincia ad abbinare l’emozione dell’inseguimento con l’ambiente o la situazione, è sufficiente l’odore, il suono o un piccolo movimento della sua potenziale vittima che incomincia ad andare su di giri e ad abbaiare o guaire
- Il suo interesse si indirizza a stimoli diversi tra loro: ciclisti, pecore, conigli, gatti, persone che corrono, persone che giocano con la palla
- Sembra che si divertada morire, non sono affatto paurosi, ansiosi o preoccupati
Seconda domanda: perché il cane insegue?
Perché ne trae una soddisfazione intensa. E’ una forma di autogratificazione. I cani si divertono moltissimo ad inseguire. E per questo molti dei cani che inseguono, inseguono in tante situazioni diverse. Inseguire è diventata una componente importante della loro vita e per questo cercano quante più opportunità possibileper farlo. E’ qualcosa che è fortemente integrato nel loro essere. In più molti cani ereditano questo comportamento come tratto genetico e non hanno bisogno di impararlo, per istinto sanno già come si fa ed hanno il desiderio fortissimo di farlo. Tutti cani nascono con un istinto predatorio fortemente sviluppato, tutti dal Chihuahua al Greyhound. La catena di comportamenti in cui l’istinto predatorio si traduce ha permesso loro di sopravvivere in natura, di procurarsi il cibo: cercando (search), cacciando (stalk), inseguendo (chase) e mordendo (bite to kill) per uccidere la preda. In che misura il cane manifesti i comportamenti della sequenza predatoria innata dipende anche dalla selezione umana. I velocissimi levrieri in genere hanno molto forte la componente dell’inseguimento. I Border Collie, che devono essere motivati a lavorare anche 12 ore di seguito nei campi, hanno forte sia la fase dell’inseguimento sia quella della caccia. Tutti i cani selezionati dall’uomo hanno molto forte la sequenza predatoria, perché sono anche quelli più motivati al lavoro. Traggono soddisfazione dal lavoro e più degli altri sono motivati a ripetere questi comportamenti.
Pensiamo un attimo a quanto sia importante questa autoricompensa, rinforzo interno. Noi umani siamo abituati a pensare al rinforzo come qualcosa che viene dall’esterno, quindi nell’addestrare il cane utilizziamo qualcosa che piaccia veramente al cane: cibo appetitoso, un gioco particolarmente desiderato o tante coccole. Diamo qualcosa di piacevole in cambio di una scelta del cane che noi apprezziamo e vogliamo che ripeta anche in futuro. In realtà oltre a questo tipo di rinforzo c’è anche quello che viene dall’interno del cane: succede quando il suo cervello dà un segnale di piena soddisfazione, di benessere totale. E’ simile a quello che succede a noi quando riusciamo a fare bene qualcosa che ci piace: un giro perfetto in agility, una risposta al richiamo, un comando in obedience. E’ una sferzata di energia istantanea, potente, che ci lascia con il desiderio di provarla di nuovo. La stessa cosa succede al cane: ogni volta che porta a termine la sequenza predatoria prova un’enorme soddisfazione e il desiderio di ripetere l’esperienza al più presto.
Tutte le componenti della sequenza predatoria sono estremamente gratificanti per il cane. Così ogni volta che si ripetono il cane ne viene ricompensato. Questa ricompensa non è lontanamente paragonabile a quella che possiamo offrire noi. Sono stati selezionati per millenni per avere questi comportamenti e ne traggono una profondissima soddisfazione: pensa al cane da pastore o al cane da riporto, il loro desiderio di fare il loro lavoro è costruito sulla gioia di portare a compimento una parte della sequenza predatoria. Sono nati per fare questo per effetto di una selezione che risale a migliaia di anni fa. Ma ora passiamo alle spiegazioni scientifiche. Pensiamo al cervello e a come è coinvolto in questo: ogni volta che un modello motorio innato viene espresso, il nostro cervello riceve una scarica di dopamina, la droga del benessere. I modelli motori espressi nell’inseguimento sono ricompensati inetrnamente da una droga, sì proprio da una droga, e sì dà dipendenza! Ogni razza potenzialmente è fatta dei modelli motori profondamente radicati che consentono la sopravvivenza. Il canide selvatico eredita il giusto livello di motivazione per esprimere ciascuna delle parti della seuqnza predatoria che lo porterà a trovare, scovare e, infine, catturare la preda migliore per sopravvivere. L’inseguimento è una parte fondamentale di questa sequenza, stretta tra i comportamenti di ricerca e quelli di morso e uccisione della preda. Quando guardiamo al cane domestico questi comportamenti possono essere sbilanciati e il motivo di questo sbilanciamento è la selezione fatta dall’uomo. Alcuni tratti sono stati esagerati (si pensi al Pointer in cui la fase della scoperta del selvatico – la punta – è stata enfatizzata in modo potenzialmente incompatibile con la possibilità di catturare la preda ma funzionale a consentire al cacciatore di individuare l’obiettivo e sparare). Proprio per questo meccanismo selettivo è molto difficile che nei cani moderni la sequenza predatoria sia presente e ben bilanciata.
Spetta a noi pensare bene come questa sequenza si esprima nelle diverse razze di cane o, ancora più divertente, nel meticcio, tenendo presente però che la variabilità individuale è anche molta sia all’interno della stessa razza sia tra razze. Ad esempio, nei Cocker da lavoro si vede molto spesso una forte gratificazione nel cercare e portare la preda ma poca o niente nel pedinarla. Nei Border Collie, invece, è molto più frequente vedere una forte gratificazione dall’appostamento, dallo stalking, ma non dovrebbero avere la capacità di mordere e uccidere la preda. Questo perché? Perché un cane da riporto che si rispetti non perderebbe tempo a pedinare la preda, così come un cane da pastore che si rispetti non se ne andrebbe mai in giro ad ammazzare pecore, no? Ovviamente ci saranno variazioni all’interno della singola razza e gli allevatori selezioneranno gli individui che presentano le caratteristiche più adatte per il tipo di lavoro da svolgere ma queste scelte condizioneranno anche il futuro della razza stessa.
I cani che hanno un innato istinto predatorio non solo si gratificano nell’esprimerlo ma ne hanno anche un forte bisogno fisico. Non è che semplicemente decidono di allontanarsi da noi per inseguire la preda, devono farlo, hanno bisogno della massiccia scarica di energia e la sensazione di benessere che ne deriva. Un cane con un forte istinto predatorio è difficilissimo da controllare, proprio perché non è possibile trovare un’alternativa altrettanto gratificante come l’inseguimento. In sostanza: cercare di contrastare l’autogratificazione con una ricompensa esterna è un compito assai arduo! Semplicemente noi non siamo in grado di offrire al cane un accordo vantaggioso: nessun cibo o gioco è altrettanto interessante quanto un bell’inseguimento. E in più puoi provare a ricorrere alle peggiori punizioni, non smetteranno di andare all’inseguimento. I cani con un moderato istinto predatorio potrebbero smettere o controllarsi per un po’, ma se non gli viene dato un contesto sicuro in cui esprimere questo istinto, prima o poi lo faranno e non basterà a fermarli nessuna ricompensa perché la cosa che vogliono di più al mondo in quel momento è inseguire! Per questo motivo una volta che sono lanciati all’inseguimento è praticamente impossibile fermarli, sono talmente concentrati nel loro obiettivo che tutti gli altri sensi sono disattivati: non sentono più, non è che non ascoltano. Non sono testardi, maleducati o volontariamente sordi ai comandi, sono solo cani in totale balia del loro istinto predatorio. E dunque? cosa fare? https://icanifelici.wordpress.com/2019/03/22/chase-cani-che-rincorrono-2/
