CHASE! …. cani che rincorrono… soluzioni

Terza puntata

Le soluzioni

Con problemi come questi bisogna usare un po’ di creatività. Prima di tutto non si può affrontare i problema in modo isolato, ci sono diversi elementi su cui è necessario lavorare in contemporanea per risolvere il problema. Bisogna farlo in modo innovativo, tenendo presente che lavoriamo nel complicatissimo mondo dell’autogratificazione: non è una cosa per deboli di cuore J . Dobbiamo sempre tener presente che questi cani nascono con un desiderio profondamente radicato di cercare, scovare, inseguire e uccidere la preda… poi arriviamo noi umani che ci mettiamo in mezzo e scombiniamo le cose, vi sembra giusto? A dire il vero cerchiamo semplicemente di essere di aiuto ma così facendo ci intromettiamo nell’equilibrio delle emozioni del cane. Non è così semplice come sembra: quando ci intromettiamo in modelli motori innati come questi e abbiamo una serie di strumenti limitati con i quali possiamo incidere sulle emozioni dei cani, il discorso diventa molto complicato. Perché è importante sapere tutto questo? Perché se siamo consapevoli che il cane insegue un jogger, un ciclista o un gatto non lo fa per farci un dispetto o perché non vuole obbedire o non è abbastanza educato ma lo fa perché una forza incontrollabile dentro di lui lo spinge a farlo, siamo nelle condizioni migliori per poter lavorare sul problema. Non è la stessa cosa che andare alle classi di obbedienza di base, o insegnare un buon richiamo, si lavora sugli istinti innati del cane. In più non tutti i cani nascono con lo stesso istinto innato di inseguire la preda e quindi il lavoro va costruito su misura per ciascun cane, tenendo sempre presente che alla base di ogni cane che insegue c’è quasi sempre l’istinto predatorio

Senza spaventarsi troppo occorre tener sempre ben presente che se per un periodo temporaneo non consentiamo al cane di esprimere quello che ha bisogno di esprimere, rischiamo di compromettere il loro equilibrio emozionale e di renderli frustrati, stressati e anche ansiosi. La prima cosa da fare è quindi riflettere sull’ambiente in cui vive il cane per eliminare qualsiasi elemento di stress, di preoccupazione o qualsiasi livello di ansia. Bisogna eliminare qualsiasi fattore di contrasto o di paura per il cane: in questa fase abbiamo bisogno di indurre nel cane il maggior numero possibile di emozioni positive e di ottimismo.

Una cosa che piace molto ai cani, li soddisfa e li rende meno ansiosi è mordicchiare e rosicchiare qualcosa. Possiamo incominciare offrendo al cane oggetti che può consumare o semplicemente rosicchiare poco alla volta per più giorni. Ad esempio ci sono gli ossi ripieni di trippa: i cani passano molto tempo a svuotarli del loro contenuto. Un’altra cosa possono essere i giochi. Si può anche trascorrere più tempo con loro insegnandoli comportamenti semplici o piccoli trucchi, in modo da aumentare le interazioni positive con loro. Il motivo per cui vogliamo eliminare le fonti di ansia o di paura per migliorare il comportamento di inseguimento del cane è che in questo modo riduciamo il bisogno del cane di trovare sollievo dal malessere sfogandosi con un bell’inseguimento e ricevendo in cambio la desideratissima scarica di dopamina…quindi cerchiamo di aumentare al massimo le occasioni di interazione positiva e ridurre, invece, tutto quello che genera conflitto o malessere.

Dopo aver limitato lo stress, l’ansia e il conflitto passiamo all’obiettivo primario di controllare il comportamento predatorio, che a questo punto dovrebbe essere percepito come meno necessario. Per controllare il comportamento predatorio l’unica cosa che possiamo fare è controllare il target primario di questo comportamento. Ma siamo in grado noi di controllare ciclisti, jogger, scoiattoli? Ovviamente no, però possiamo fare in modo ce il cane modifichi il suo target primario. Da dove cominciare? Prima di tutto dobbiamo fare in modo che il comportamento che non ci piace non sia gratificato. Sappiamo che una volta che il cane ha incominciato ad esprimere il sia  istinto predatorio e a inseguire qualcosa non possiamo offrire nulla che sia lontanamente comparabile con quello che sta già facendo. Proviamo a fare un paragone con come ci sentiamo noi quando stiamo facendo qualcosa che ci piace moltissimo e proprio nel bel mezzo della nostra piacevolissima attività qualcuno ci dica: ehi che ne dici di andare a mangiare una pizza, ti va? Improbabile no? E allora per quale motivo dovrebbe funzionare diversamente per il nostro cane?

A questo punto dobbiamo affrontare il tema delle punizioni. Tutti noi conosciamo qualcuno che in queste situazioni punisce il cane e sostiene che sia una soluzione rapida ed efficace. Alcuni addestratori, pochi ormai per fortuna, utilizzano strumenti potenzialmente cruenti come collari elettrici (fuori legge in Italia) o a strozzo, che a loro dire sarebbero così efficaci da togliere al cane qualsiasi voglia di inseguimento. Questi sistemi, anche se temporaneamente potrebbero raggiungere il loro scopo, rischiano di danneggiare la relazione con il cane. In alcuni casi potrebbero portare a reazioni aggressive. Pensiamo a cosa succede quando usiamo la punizione: il nostro cane usa lo sfogo della caccia per rimediare alle situazioni di stress e di ansietà e per mettersi in migliori condizioni emozionali. Quando inseguono lo fanno perché ne hanno bisogno per sentirsi meglio. La punizione nono solo impedisce un’azione piacevole per il cane ma aumenta anche il livello di malessere ed ansietà. Uno dei pochi modi in cui il cane può divertirsi ed essere veramente sé stesso diventa una fonte di dolore, aumentando di conseguenza stress e sensazione di frustrazione. E’ una situazione pericolosa: l’effetto complessivo potrebbe essere quello di rendere il comportamento predatorio ancora più imprevedibile e ancora più importante per il cane.

Quello che il cane fa è quello che il cane diventa. Quello che ripete ogni giorno è quello che impara a fare meglio. Quindi in sostanza se non va bene qualcosa che il cane fa – tipo dar fastidio all’altro cane o inseguire le mucche o i conigli – bisogna subito intervenire, ma subito! Non pensare, ah dovrei fare qualcosa per questo comportamento… bisogna intervenire ADESSO! Se vogliamo avere successo nel fermare questo comportamento di inseguimento non possiamo prescindere da questo primo passo: ogni volta che il cane esercita il comportamento predatorio sul suo target rimane nel suo loop di dipendenza dall’inseguimento.

Il cervello del cane è come una grande rete di collegamenti neuronali, che mettono in connessione pensieri e movimenti. Ogni volta che il cane compie un’azione, l’attività origina dall’area del pensiero e va a quella del movimento attraverso questi collegamenti neuronali. Quando il cane viene ricompensato a seguito di quest’azione (anche semplicemente dal piacere che prova nel compierla), il collegamento stesso si rafforza e quindi diventa molto più probabile che questo tunnel venga attivato in futuro. Ogni volta che il cane insegue, riceve un’energia positiva dal cervello e  diviene sempre più dipendente da questa energia, tanto che alla fine l’inseguimento diviene una ragione di vita. Mentre questo circolo vizioso è attivo, è necessario non portare mai il cane nelle vicinanze del target. Potrebbe essere necessario cambiare le abitudini del cane, cambiare il posto dove passeggiare, cambiare la propria routine ed invece di andare a passeggio portarlo a nuotare o a una classe di obbedienza o di agility. Più a lungo permettiamo che dia sfogo alla sua tendenza all’inseguimento e più sarà difficile eliminarla perché diventerà sempre più forte.

Quindi che cosa possiamo fare noi? Per iniziare facciamo concentrare il cane su di un gioco, ma non qundoc compare il target preferito per l’inseguimento, sarebbe troppo difficile competere. Personalmente, quando faccio questo lavoro con il mio cane inizio in un contesto diverso da quello in cui di solito insegue qualcosa. Per i miei cani preferisco iniziare dentro casa, che è sempre il posto migliore in termini di assenza di distrazioni, o al massimo in giardino, sempre che l’obiettivo preferito dell’inseguimento non sia presente. Posso utilizzare qualsiasi tipo di gioco, un tug pelosetto da inseguire o una palla (qui ci sono dei giochi molto carini). Potete scegliere un gioco che somigli in qualche modo al suo target preferito, deve essere assolutamente rapito dal gioco. In genere i border collie inseguiranno una palla o un tug peloso ma non tutti funzionano allo stesso modo quindi dobbiamo essere creativi! Molti cani inseguono una palla ma potrebbero essere così presi dal dover seguire esclusivamente il loro target che il gioco neanche lo vedono. Dobbiamo essere creativi per fare in modo che il gioco sia il più possibile simile al loro target preferito: muoverlo in modo veloce e divertente come un coniglio ad esempio. All’inizio dobbiamo evitare di controllare l’interazione del cane con il gioco, dobbiamo lasciare che il cane si diverta e il gioco deve essere super gratificante.

La sessione di gioco avrà poche e precise regole: 1) il gioco dura poco ed è molto veloce e divertente; più sessioni di gioco sono preferibili rispetto ad una sola più  lunga;2) si gioca in un posto dove non c’è nessuna distrazione e ci si ferma sempre un attimo prima che il cane si annoi e quando si finisce il gioco rimane a noi; 3) costruisci il collegamento neuronale tra il “vai e insegui” ed il tuo nuovo giocattolo…gioca , gioca, gioca per far funzionare questa parte; 4) lavora sul riporto, è fondamentale!

Quando siamo nella fase iniziale del lavoro è meglio che il cane non abbia accesso libero al gioco, non significa che non può averlo mai ma che può averlo solo quando interagisce con te. Il gioco deve rimanere un oggetto specialissimo, di grande valore, che ritorna sempre a te quando finisci di giocare. Il tuo cane diventerà così felice di giocare con te che non ci saranno conigli che tengano… Continua a giocare in un ambiente senza distrazioni finché il cane non sviluppi un desiderio fortissimo di giocare con te. Siccome continuerai a impedire al cane di inseguire altre cose che non siano il gioco che avete scelto insieme, il desiderio del cane di inseguire qualcosa sarà fortissimo ma concentrato sul gioco che fate insieme… il cane finirà con il vedervi come l’equivalente umano del piacere che prova nell’inseguimento!!!

Quando ha sviluppato passione per quel gioco, si introduce il nome del gioco. Qualsiasi nome tu voglia.. può essere buddy, missy, peppa… quello che preferisci! Nel momento esatto in cui dici la parola offri al cane il gioco nl modo più divertente e allegro possibile. Anche tu devi provare a metterci tutto te stesso ed essere super contento e divertito. Puoi anche provare con il fischietto, associando il fischio al gioco, l’importante è che ogni volta che fischi o dici il nome arrivi il gioco. Molto presto il cane imparerà ad associare gioco e segnale. Incomincia a usare il nome del gioco nei momenti più inaspettati, in modo che il cane associ l’idea di: nome del gioco = superdivertimento. E’ un affare che per il cane diventa conveniente!

Altra attività che si può fare è quella di lavorare sull’emozione dell’inseguimento per insegnare al cane a prestarci comunque attenzione anche quando è preso dalla caccia. Anche questo obiettivo cerchiamo di raggiungerlo con il gioco. E’ necessario preparare il contesto del gioco molto, la preparazione è la chiave. Come dicono gli inglesi: FAIL TO PREPARE, PREPARE TO FAIL…. Gioco di parole molto meno efficace in italiano ma che in sostanza vuol dire: se non ti prepari adeguatamente in anticipo, preparati a fallire.

Nel primo stadio di questo gioco trova un posto in cui giocare il più possibile privo di distrazioni e prendi due giochi uguali che piacciano molto al cane, fai aspettare il cane e lancia il gioco il più possibile lontano, mentre il cane insegue il gioco richiama il cane da te con un invito al gioco (prendilo, eccolo o quello che vuoi tu),  poi incomincia a giocare e divertirti con l’altro gioco, uguale e di uguale valore. Il cane dovrebbe smettere di inseguire il primo gioco che hai lanciato e correre a giocare con te, questo perché il gioco che hai lanciato per primo è ormai morto a terra, il secondo invece si muove, è animato da te, è più divertente e stimola la motivazione predatoria del cane. Un’altra possibilità se la prima non funziona è quella di lanciare un secondo gioco sopra la testa del cane e dare il segnale di prenderlo, visto che il secondo gioco è in movimento e il primo no, i cane dovrebbe inseguire il secondo. Se il cane continua comunque ad andare sul gioco che hai lanciato per primo fatti aiutare da qualcuno che gli impedisca di raggiungerlo; se il cane non ha interesse al gioco che si muove ma continua ad inseguire quello caduto a terra, lancia prima un gioco che ha meno valore per il cane e subito dopo uno che gli piaccia da impazzire.

Dopo tre o quattro volte che giochi in questo modo (e riesci J), il cane non partirà più subito sul primo gioco ma aspetterà il tuo segnale del gioco e qui inizi il divertimento perché tu inizierai a lasciare che il cane indovini cosa succede. Magari questa volta lascerai che vada a prendere il primo gioco. E la prossima volta aspetterai che lui sia a metà strada per il primo gioco per richiamarlo a giocare con te. Lasciare che indovini è esattamente lo scopo del gioco. In questo modo il tuo segnale di richiamo sarà potentissimo, potrai richiamarlo in presenza di qualsiasi cosa, anche un cervo che scappa. La prossima volta tira il primo gioco e fai il richiamo del giocare con te, ma non giocare subito, aspetta che veda il gioco che hai tu, che si avvicini a te per giocare e solo quando è vicino…. Gioca! E’ importante che i cani con un forte istinto predatorio siano capaci di stare vicino al proprietario il più possibile. Quando il cane non insegue il primo gioco perché aspetta di giocare con te, non essere prevedibile, falli giocare con il primo gioco, se proprio non vogliono vai con loro a renderlo e gioca lì. Pian piano progrediamo nel richiamare il cane a giocare con noi e aumentiamo il tempo che passa prima di iniziare a giocare con il secondo gioco: l’obiettivo è quello di farli quasi arrivare a prendere il primo gioco e poi richiamarli per gicoare con noi aspettando a giocare fino a  quando non sono quasi arrivati fino a noi… eh sì è molto difficile ma questo è veramente un richiamo efficace!

Il terzo livello è fare questo gioco in presenza di distrazioni: altri cani, bambini  che corrono, cavalli, jogger, ciclisti… è fondamentale che la progressione nel livello di difficoltà sia lenta ma continua: se non c’è progresso c’è regresso!!!

Poco alla volta il collegamento neuronale tra il gioco con te e l’istinto predatorio si rafforzerà e supererà quello che il cane esercitava su obiettivi sbagliati. E’ molto importante offrire però al cane un contesto in cui esprimere il  proprio istinto predatorio, altrimenti è impossibile controllarlo! L’importante è giocare, giocare, giocare. Chi insieme gioca, insieme resta!

Una volta che abbiamo costruito questo segnale per giocare con noi, dobbiamo provare a sperimentarlo in una situazione in cui l’istinto predatorio sia effettivamente espresso. Perché è chiaro che il nostro richiamo possa funzionare molto bene in un contesto relativamente tranquillo, molto meno mentre il nostro cane insegue un gatto. Per lavorare su questo comportamento dobbiamo riprodurre, in un contesto sicuro, il livello di desiderio ed eccitazione che ha il cane quando insegue la preda, provocando il rilascio di livelli simili di dopamina. Qui ci aiuta il gioco della frusta. Questo gioco è lo strumento attraverso il quale induciamo nel cane un livello di energia ed eccitazione simile a quello che avrebbe se inseguisse un animale selvatico, è come se lo avessimo a nostra disposizione ogni momento che vogliamo. Prima di tutto dobbiamo insegnare al cane a inseguire la preda legata al frustino, solo successivamente possiamo inserire un livello di autocontrollo. Per insegnarlo una volta che il cane ha raggiunto un livello adeguato di desiderio per l’oggetto legato al frustino, ogni volta che gli si avvicina, sollevo l’oggetto e lo porto dall’altra parte, dopo un po’ di volte il cane capisce che non riesce a prenderlo e si ferma. A quel punto lo gratifico, con un bravo e lo lascio subito andare di nuovo a prendere la sua preda. Il tempo che il cane impiega per capire questo gioco dipende dal cane: alcuni ci mettono molto, altri lo imparano subito. Appena mostrano questa prima forma di autocontrollo inizia il vero divertimento…

Quando il cane si ferma è aspetta il segnale di rilascio iniziamo a introdurre le nostre richieste di comportamenti. Comportamenti come seduto o resta sono quelli che in genere sono più forti ed allenati e potremo iniziare da quelli per poi rendere le cose un po’ più difficili. Appena il cane si ferma chiediamogli un seduto. Attenzione che potrebbe anche partire subito, non appena sente il suono della nostra voce, come è avvenuto finora. Appena fa il comportamento che gli abbiamo richiesto diamogli il segnale di sblocco e lasciamogli il gioco per giocare. Alterniamo le volte in cui gli lasciamo il gioco con quelle in cui lo facciamo inseguire, anche il gioco dell’inseguimento è molto divertente per loro. Qui entrano in gioco i comandi base: più comandi base avete e più possiamo variare le richieste e più costruiamo la capacità di autocontrollarsi che viene rinforzata dall’inseguimento che successivamente gli consentiamo. Perfetto no? Non reprimiamo l’istinto predatorio, non frustriamo i desideri del cane e nello stesso tempo miglioriamo la nostra relazione con lui.

A questo punto possiamo anche diventare pedanti. Veramente ci piace quel seduto tutto storto? O quel terra scombinato? Potrebbero essere segnali che il cane non si sta veramente controllando, quindi alziamo i criteri per la ricompensa. Attenzione qui a procedere poco alla volta, se chiediamo un seduto perfetto ricompensiamolo subito, non aspettiamo più comportamenti in fila….

Attenzione a non pretendere quando si gioca un comportamento diverso da quello che gli abbiamo insegnato. Quindi se il seduto che gli abbiamo insegnato è tutto storto, così sarà anche quando gioca. Il gioco della frusta può essere l’occasione per rivisitare i comportamenti che pensiamo di aver insegnato al cane. Al seduto il cane si siede? Ma si siede al segnale verbale o si siede quando faccio sia il segnale verbale che quello visivo? Può davvero sedersi in tutte le circostanze? Ma è esitante o veloce? Ricontrollando il funzionamento dei segnali verbali capiamo anche se il cane sarà in grado di rispondere in condizioni di forte eccitazione. La cosa bella è che se incorpori i segnali nel gioco della frusta saranno rinforzati dal piacere che prova il cane ad inseguirla e diventeranno quindi sempre più efficaci!

Il gioco dello scambio può anche essere molto utile per insegnare l’autocontrollo. Si inizia giocando con due giochi di uguale valore. Nel primo step gioco con uno dei due e prima che il cane ne sia troppo preso lo lascio fermo e incomincio a giocare con l’altro che improvvisamente si anima. Ora incomincio a metetre il segnale poco prima di far fermare il primo dei due giochi (quando so che il cane passerà al secondo). Nel secondo step incomincio a provare a far cambiare il gioco al cane animando un pcoo meno il secondo gioco (e sempre dando il segnale). Nel terzo step gioco con il primo gioco ed inizio ad agitare il secondo, se il cane continua a giocare con il primo fino al mio segnale allora posso dare il segnale (e il segnale sta diventando più forte). Nel 4 step lancio via il secondo gioco mentre sto giocando con il primo, se il cane continua a giocare con me fino al segnale di scambio, allora funziona altrimenti ritorno allo step precedente finchè non ci riesco.

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