Motivazioni di razza – un libro di Elena Garoni

La copertina è accattivante. Riuscire a capire che razza sia il simpaticissimo cane raffigurato non è da tutti. Orecchiette penzolanti da segugio, forma del muso levrieroide (?), pezzatura da puro metticcetto di canile. Eh sì il messaggio è chiaro: per capire quale motivazioni si celino dietro queste caratteristiche un pò oscure bisogna essere dei veri esperti. E noi vogliamo diventare esperti no? e allora via con la lettura. Magari prima sul formato kindle, altrimenti la mia libreria esplode. Sono 230 pagine e le recensioni dei primi lettori sono veramente da entusiasti. Dicono che questo libro ci aiuti a rivelare la personalità dei cani e per la prima volta riconosce che ciascun cane è un individuo a sè con proprie caratteristiche e proprie idiosincrasie… mah! dire che per riconoscere che ciascun cane è un individuo abbiamo dovuto aspettare il 2019 e questo libro, è un pò pessimistico, comunque leggiamolo nonostante queste recensioni così entusiastiche ma così poco poco poco incoraggianti!

Quando si adotta un cane è bene considerare che anche lui ha dei desideri e dei bisogni, per la nostra comune felicità è necessario conoscerli prima per evitare delusioni e frustrazioni reciproche. Attraverso la conoscenza della storia della selezione è possibile conoscere i desideri e i bisogni prevalenti in una razza: la motivazione di razza. Le razze riconosciute dalla cinofilia ufficiale (FCI – Fédération Cynologique Internationalehttp://www.fci.be/en/)     sono circa 400 e sono distinte in dieci gruppi diversi. Ciascuna razza è distinta da uno standard, in cui molto spazio si lascia alla meticolosa descrizione dell’aspetto estetico del cane e molto meno alla descrizione degli aspetti salienti del carattere. Il carattere di un cane di razza dipende dall’etogramma di specie (l’insieme di tutti i comportamenti che il cane può porre in essere per raggiungere gli obiettivi essenziali alla sua sopravvivenza) e dall’impatto su di esso della selezione. E fin qui ok, abbiamo capito. Per comprendere un cane occorre guardare alla trilogia mentale: arousal (livello di attivazione); emozione; motivazione (cosa lo spinge all’azione, cosa lo rende felice). Tutti i cani possono esprimere tutte le motivazioni proprie della specie canidi ma ciò che generalmente distingue una razza da un’altra e il volume al quale la motivazione di specie viene espressa. Questa trilogia mentale identifica il singolo individuo e ne delinea la personalità. Il fondamento della personalità va ricercato nelle motivazioni di razza, ma come queste sono state plasmate dalla sua esperienza individuale di crescita ne determineranno bisogni e desideri specifici. Così come il livello di arousal medio (???) e le emozioni prevalenti che prova contribuiscono a definirne l’individualità….

La personalità non è qualcosa di fisso e immodificabile. Con le esperienze si può modificare. A supporto di questa idea viene richiamata la teoria del darwinismo neurale o ‘’teoria della selezione dei gruppi neuronali” (TSGN) di Edelman, che si basa su tre principi: a) le connessioni neuronali da parte delle sinapsi e l’organizzazione dei neuroni in gruppi funzionali va soggetta a selezione nel corso della crescita e dello sviluppo; b) la pluralità delle modalità di connessione e la loro complessità determina un’enorme variabilità nei circuiti neurali, per cui due persone (o due cani) non potranno mai avere strutture uguali in qualsiasi area del cervello; c) l’elevata plasticità funzionale e il numero sterminato di connessioni vede l’auto-organizzazione di sotto-sistemi neurali complessi e modulari con un processo che chiama rientro. (fonte wikipedia).

La personalità condiziona la possibilità per il cane di essere felice, di realizzare la coesione del sè attraverso la coincidenza tra ciò che sente di essere, ciò che è e ciò che gli altri vorrebbero che fosse. Oltre alla coesione del sè, fondamentale nella ricerca della felicità è la resilienza: la capacità di superare i momenti negativi ed uscirne rafforzati, traendone esperienze e strategie di sopravvivenza per il futuro… e qui finisce la prima parte del libro. Un pò teorico eh? un pò antropocentrico ma interessante. La relazione è la chiave di tutto, per noi umani come per i cani, che come noi sono animali sociali.

La seconda parte del libro è interamente dedicata alla disamina delle caratteristiche dei diversi gruppi di razze. La leggerò tutta con estremo interesse, anche se la parte che commenterò sarà soltanto quella dedicata al mio gruppo di razze preferite: i pastori conduttori o cani da fattoria tuttofare, gruppo in cui rientrano i miei adorati olandesini.

Finito. Letto. C’è poco sui cani da pastori conduttori e nessun paragrafo dedicato nè al famosissimo border collie nè al pastore tedesco o belga. Però c’è una frase bellissima, che fotografa il mio rapporto con gli olandesini: “I cani da pastore da conduzione sono cani che desiderano fare tutto e sono in grado di passare con destrezza da una motivazione ad un’altra, tutte le motivazioni, quelle più comode come la collaborativa, la sociale, l’affiliativa, l’epimeletica, e quelle più ingombranti, come la territoriale, la competitiva e la possessiva. Saranno le emozioni a spostare i loro desideri. Questa è la loro grande ricchezza e quando trovano la felicità nel loro gruppo sono irresistibili e segnano per sempre i nostri ricordi. Se siamo così fortunati, su di loro plasmeremo la nostra rappresentazione di cane e continueremo a cercarla per tutta la vita…”. Solo per questa frase consiglio di leggere il libro. E’ un libro interessante, non tanto per i professionisti del settore, perchè non è abbastanza approfondito da essere “scientifico”. Lo definirei un buon libro divulgativo che dà informazioni utilissime a chi vuole scegliere con consapevolezza un compagno di vita.




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