Il riflesso oppositivo

La cosa più comune che capita di vedere tra proprietario e cane che passeggiano legati al guinzaglio è l’effetto slitta. Il cane vede o sente qualcosa di interessante e trascina il proprietario in quella direzione. Le conseguenze sono diverse a seconda della dimensione del cane: se piccolo rimane impiccato al guinzaglio, se grande trascina con se’ il malcapitato…è successo a tutti. A me continua a succedere con la mia pastorella esagitata: gatti o cani che le sono antipatici scatenano questa reazione. Pesa 25 chili scarsi ma quando succede…. PANICO!!! Alle volte mi riesco a tenere a un palo o un albero per strada, ma se non ho questa possibilità cerco di mantenere l’equilibrio e di fare opposizione per quanto posso… questa è la parola chiave opposizione. Il cane ha fortemente insediato tra i suoi riflessi istintivi il riflesso di opposizione: se io lo tiro da un lato, istintivamente è portato a muoversi nella direzione opposta, con tutta la forza che ha. Non ragiona, proprio perché subentra il riflesso automatico. Ora da educatore cognitivista dovrei lavorare su questo riflesso per disinnescarlo per quanto possibile. Come? Con qualche gioco, inizialmente in casa e poi anche all’esterno. Con il cane al guinzaglio, metto del cibo in una ciotola a cui non può arrivare perché legato. Aspetto fino a quando non smette di tirare e si volta verso di me, a quel punto marco con un BRAVO il comportamento di guardarmi e dopo pochi secondi lo premio, con il cibo o semplicemente andando insieme verso la ciotola. Se non si volta subito non devo cedere alla tentazione di chiamarlo, strattonarlo o altre scorciatoie. Deve essere lui a capire il modo per arrivare a quello che vuole. PAZIENZA questo è l’ingrediente indispensabile per ottenere i risultati che voglio. Amore, pazienza e un passo indietro, per dirlo con le parole di un grande maestro della cinofilia italiana. Ci riuscirò? Vedremo!

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