Io e i cani

Ho sempre desiderato un cane. Da che ho memoria i cani e tutti gli animali esercitano un fascino irresistibile su di me. Come per tanti altri bambini che vivono nelle prigioni cittadine i miei genitori non mi hanno consentito di avere un cane tutto mio. Però, perché per fortuna c’è un però, mi consentivano di fare tanta vita all’aria aperta, soprattutto in Sardegna, terra d’origine materna. Lì raccattavo ogni tipo di animale randagio, gatti, cani, tartarughe, coniglietti neonati. Non ero una bambina di grande appetito e mi infilavo nelle tasche gli avanzi del pranzo per poterli offrire agli animali randagi e farmi così riconoscere e seguire.

Sono arrivata ad avere 7 cani randagi che mi accompagnavano nelle mie scorribande tra mare e campagna. Un branco veramente buffo, ricordo un similvolpino cieco, un similsetter irlandese riccio che era terrorizzato dall’uomo (non dalle bambine fissate con i cani), un canetto da caccia spelacchiato con una grave forma di rogna (neanche quella mi faceva paura) e la mia dolce Cucciolona con i suoi cuccioli. Era una canetta simil dalmata, buonissima con una pazienza infinita con me, bambina, che non desiderava altro che starle vicina e giocare con lei. Ogni volta i rientri in città erano un grande dolore, lasciavo la mia Cucciolona e la vita all’aria aperta per rinchiudermi in un tran tran di casa-scuola-studio. Un giorno tornando in Sardegna non ho più trovato la mia amica, il posto dove viveva si era trasformato in un villaggio turistico e non c’era più spazio per i miei randagi. Ancora oggi mi si stringe il cuore e piango al ricordo. L’avevano trovata morta in una piscina vuota, chissà se è per questo che una piscina vuota piena di formiche ha spesso rappresentato il mio peggior incubo di bambina…

Lascia un commento

search previous next tag category expand menu location phone mail time cart zoom edit close